Una volta gli ori con record mondiali li accoppiava la Divina Federica Pellegrini. Adesso le meraviglie azzurre nell’acqua le confeziona Sara Curtis. Nella piscina olimpica di Parigi utilizzata per gli Europei, la diciannovenne (ne compirà 20 mercoledì) polivalente partita da Savigliano, nel cuneese, alla conquista del mondo a nuoto, fa proprio come la Fede di un tempo: non solo vincere, dominare, ma impreziosire un trionfo con la forza del cronometro. L’oro nei 50 dorso neo olimpici, migliorando il primato del giorno prima in semifinale da 26″63 a 26″56 è la magnifica conferma delle qualità tecniche e del temperamento della prima detentrice di un record mondiale di colore di sempre. Sara ha sublimato la sua supremazia (la francese Moluh a mezzo secondo, bronzo all’inglese Cox) con il talento. Al suo primo vero Europeo. Questo è ora il primo titolo azzurro nella specialità. Sara riceve la chiamata della premier Meloni («ti ho premiato al Settecolli») e la videochiamata del vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «La nominerò ambasciatrice diplomazia dello sport».
Ancora col fiatone, Sara mostra una lucidità esemplare, la stessa che ha messo nella sua accelerazione poderosa ed elegante: «Sono veramente contenta - dirà -, è stata dura gestire le emozioni della semifinale, ho fatto fatica ad addormentarmi, ho cercato di tenere tutto da parte e di giocarmela. Ci sono riuscita di nuovo, un’altra follia». Pensa ai genitori Helen ed Enzo impazziti di gioia in tribuna e «se potessi portarli con me sul podio lo farei, senza di loro tutto questo non sarebbe possibile, non vedo l’ora di abbracciarli. Quando ho deciso di andare in Virginia per allenarmi pensavo solo a questo. Felice di scrivere la storia dell’Italia e la mia».
Quando era piccolina, Sara la portavano nella piscina di Fossano: era sveglia, magra e aveva sempre freddo. Cercava la vaschetta: «La piscina è il mio posto sicuro». Galleggiava come un sughero, naturale. Le sue partenze a dorso erano già belle: tutti si fermavano a guardarla come penetrava l’acqua. A 8 anni si trasferì nella piscina di Savigliano dove conobbe il tecnico Thomas Maggiora che la portò al successo. Andavano due volte a settimana a Cuneo per poter nuotare da 50 metri. E quando ancora non si sapeva che sarebbe andata al College, lavorava anche in vasca da 33 metri, quella in cui Sara si è fatta ammirare nelle yards. Ha preso la maturità al liceo turistico con 100, come la specialità regina che l’ha portata alla prima finale mondiale nel 2025 e adesso al primo bronzo europeo. Spigliata, elettrica, velocissima. Si ispirava a Marco Orsi, il Bomber del nuoto: «Perché è umile, lo diventerò io al femminile». Sara tifa Torino. La mamma di Sara in Nigeria praticava atletica. Dice che la figlia «è un dono di Dio». Una ragazza di un altro passo: studia Psicologia, le piace scrivere poesie e leggere. Ed è molto legata ai nonni. In attesa di scoprire la Nigeria, sta vivendo l’America. Si ispira alla ginnasta Simone Biles: «Le donne sono sempre un passo avanti». 10 ori europei e 5 mondiali giovanili, medaglie iridate (un oro) e le 9 continentali in vasca corta con 3 ori, il muro dei 53″ nella specialità regina sbriciolato a giugno a Roma in vasca lunga, ora Parigi: oro, argento (in staffetta), bronzo e 2 record. Sara sta sbalordendo il mondo. Ha mitigato la clamorosa eliminazione della staffetta veloce maschile dopo 2 medaglie olimpiche, 4 podi mondiali e 6 europei consecutive. E le donne d’Italia rilanciano con Simona Quadarella: oggi nei 1500 punta al 10° oro in carriera.
