L’Italia è un’onda travolgente, straripante in Europa. È una nazione che tutti invidiano a Parigi. Dopo un ferragosto naturalmente d’oro, esaltata dalla doppietta del suo capitano, quel Nicolò Martinenghi così bravo da battere persino nel derby il favorito e campione del mondo, Simone Cerasuolo, le donne italiane sono impareggiabili. Il volto maschile è quello di mister rana, che a Parigi non conoscere il verbo perdere: ha vinto l’Olimpiade nel 2024, ha vinto sia i 100 che i 50 rana agli Europei in un modo che definisce simpaticamente come un top player: «Al novantesimo minuto». Una medaglia che “libera” la sua grandezza, se la dedica per tutti dolori della stagione, costruita insieme a Matteo Giunta a Verona, dove si è trasferito dopo il titolo olimpico. Un’alternanza felice tra le sue punte. Tete è compagno di club di Simona Quadarella, che a 27 anni, nel pieno della maturità, compie l’ennesima impresa, anzi la terza tripletta europea dopo quelle di Glasgow 2018 e Budapest 2021: paradossalmente non le riuscì solo a casa, a Roma nel 2022, quando a rovinarla l’imbattibilità fu la tedesca Gose, quella che le negò anche la gioia olimpica a Parigi lasciandola sotto il podio. Quest’anno Simona non dà scampo alla panzer e la respinge per la terza volta, anche nei 400 sl che sembravano vedere favorita la rivale. Invece la romana è tatticamente esemplare: fa condurre il ritmo a Isabel e la sorpassa negli ultimi 50 metri. Un oro stupendo con un progresso crono a distanza di 8 anni (da 4′03″35 a 4′01″35, quinto crono mondiale 2026). Nessun azzurro, tra uomini e donne, ha vinto 11 ori come lei: Emiliano Brembila sorpassato a 10. Federica Pellegrini l’aveva detto: «Ne vincerà tre». Detto, fatto. Dirà Super Simo: «Le tedesche non morivano mai. Di questi 11 ori mi impressiona la costanza, sto sempre lì».
L’oro è stregato per Benedetta Pilato, già sul podio nei 100 rana e adesso argento per un maledetto centesimo a vantaggio della vincitrice lituana Ruta Meilutyte (29″93), la sua bestia nera che le sfilò nel 2023 anche il record mondiale. Lo stesso centesimo fatale dell’Olimpiade nei 100 rana: «In questo posto non ci torno più, ma è l’inizio di un nuovo percorso, sono fiera di me, nello sport si vince e si perde per centesimi». Avesse ripetuto il 29″84 della semifinale sarebbe stata d’oro. Anche Thomas Ceccon sfiora l’oro nei 100 rana per un centesimo: lo batte in 52″27 il greco Christou. E pure le staffette chiudono d’argento: le donne da record italiano per 10 centesimi dalla Gran Bretagna, gli uomini per 19 dalla Russia. La 4x100 mista rosa sfodera ancora una Sara Curtis esemplare a dorso (che porta a 58″43 il record italiano dei 100), riporta in acqua la Pilato (1′04″53), Anita Gastaldi a delfino (57″07) dopo l’argento di ferragosto nei 200 misti, ed Emma Virginia Menicucci a stile libero (53″57, più lenta di 30 centesimi dalla Colbert). «Ci riprenderemo tutto» promette la Curtis, che chiude la sua avventura con 6 medaglie personali (altro record). Una staffetta, quasi da oro e col record italiano polverizzato dal 2021 (3′56″30) e fissato ora a 3′53″60. Per 19 centesimi anche la mista maschile è d’argento dietro la Russia ma supera la Francia di Marchand. In 3′28″86: Ceccon a dorso 52″72, Martinenghi a rana 58″00, Razzetti a delfino 51″13 e D’Ambrosio 47″01 a stile libero. Argenteria azzurra. Per una spedizione che saluta con 20 medaglie solo in corsia (6-8-6) su un totale di 43 (13-15-15) con le altre discipline.
