Anna Karenina, danzano le emozioni

Anna Karenina, danzano le emozioni

Questo balletto non s'ha da fare. Per lo meno stasera. La «prima» di «Anna Karenina» al Carlo Felice, con il Eifman Theatre di San Pietroburgo, è stata cancellata a causa dello sciopero indetto dalle diverse sigle sindacali, in lotta contro la legge Bondi sulle fondazioni lirico sinfoniche. Una manifestazione di protesta in linea con quelle che si stanno svolgendo nei teatri di tutta Italia, ma che qui a Genova riporta alla memoria la nefasta stagione (di scioperi) di due anni fa. Per il momento non ci sono indiscrezioni sull'immediato futuro, ma pare che le repliche (da domani fino a domenica 16) siano salve.
«Anna Karenina», balletto in due atti basato sull'omonimo romanzo di Lev Tol'stoj e con musiche di Chaikovskij, è considerato uno delle realizzazioni più rappresentative della coreografia di Boris Eifman, che per la prima volta arriva a Genova e al Carlo Felice. Sul podio David Levi e sul palcoscenico gli artisti della compagnia fondata dallo stesso Eifman nel 1977, ancora ai tempi dell'Unione Sovietica. «La mia troupe ha incontrato molte difficoltà all'inizio - racconta il coreografo, definito "dissidente" e ostacolato dal regime - soprattutto perché facevamo teatro "moderno", controcorrente; insomma, proponevamo un'alternativa al sistema accademico dominante». Il balletto di Eifman si può definire «psicologico», nel senso che importante non è tanto la trama, quanto le emozioni che i personaggi suscitano nello spettatore. «Da sempre il lavoro nel mio teatro si è prefisso di raggiungere, attraverso il movimento del corpo, un senso emozionale e drammatico preciso; e di abbattere il muro tra scena e pubblico, coinvolgendo profondamente chi guarda e portandolo ad una vera e propria catarsi».

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