Li chiamano «rifugi climatici». Un’espressione che in tempi di riscaldamento globale e roventi anticicloni africani ci stiamo abituando a sentire: sono posti in cui si fugge, ci si ripara dalle temperature torride e, magari, si finisce per recuperare qualcosa di sé. Attraverso la bellezza e la cultura. Con il termometro impazzito e le città ormai divenute «isole di calore» (altro termine con cui, nostro malgrado, dovremo familiarizzare) si fa sempre più urgente la ricerca di luoghi in cui trovare un po’ di freschezza per corpo e anima. Tra questi, a due passi da Milano, c’è l’Accademia Carrara di Bergamo, uno scrigno d’arte tra i più ricchi in Italia, che negli ultimi anni - in linea con un trend internazionale - ha intrapreso una profonda trasformazione che non riguarda soltanto il riallestimento museale, ma anche la funzione civica. Obiettivo dichiarato: diventare un luogo da vivere quotidianamente e non soltanto visitare.
I recenti interventi hanno ridisegnato gli spazi interni, separando il percorso della collezione permanente da quello dedicato alle mostre temporanee, migliorando l’accessibilità e creando un continuum tra edificio storico e aree verdi. All’esterno sono nati i Giardini PwC, parco ad accesso libero con percorsi, aree di sosta e bistrot che trasformano il museo in uno spazio urbano di incontro e, appunto, fuga dalla calura estiva. Dentro, i 20° costanti nelle sale - consigliato un maglioncino ai più freddolosi - offrono ai visitatori un ambiente climatizzato, omogeneamente fresco e accogliente. Scopo principale è quello di preservare intatti i capolavori custoditi nella Pinacoteca, che ospita circa 1.800 dipinti, 134 sculture oltre a 3mila disegni e 7.500 stampe. Senza contare le altre raccolte, dai libri alle medaglie, dai faldoni d’archivio a mobili, arredi, gioielli, suppellettili e oggetti d’arte. Fondata nel 1796 per volontà del conte Giacomo Carrara, la collezione spazia oggi dal Gotico internazionale al XIX secolo, con opere di Foppa, Pisanello, Mantegna, Bellini, Botticelli, Rubens, Previati. Non mancano Raffaello, campione dell’armonia rinascimentale, e giganti della pittura veneta come Tiziano, Canaletto, Tiepolo, Francesco Guardi. Molti gli artisti legati al territorio bergamasco, come Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Evaristo Baschenis, Fra Galgario, e gli allievi dell’Accademia tra cui Diotti, Piccio, Coghetti, Trecourt e Scuri. Tra gli scultori, oltre al Rinascimento toscano, sono rappresentati Pietro Bernini, Domenico Guidi, Filippo Parodi, Giovan Francesco Arrighi e i maestri della bottega Fantoni, attiva per oltre due secoli tra Lombardia e Veneto. C’è poi un’ulteriore agevolazione anti-afa: fino al 20 settembre l’ingresso è gratuito per gli over 65. Non è tutto: il calendario «Estate in Carrara» propone visite guidate, laboratori, incontri, momenti di meditazione, percorsi creativi e iniziative per tutte le età. Tra le più gettonate «The Museum is Present», per bambini e famiglie, il Club di lettura e lo yoga per i più grandi, accanto a ricamo, Flower Class, Candle Notes, gli approfondimenti di «Visti da vicino» e il festival «Forever Young», dedicato soprattutto agli under 30.
