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Arte e Storia

Il volto di San Francesco tra spirito ed economia

Carità e grande arte. Le esposizioni a Palazzo Sciarra Colonna rendono un’idea precisa della complessa personalità del “Poverello”. Capolavori, fra gli altri, di Caravaggio e Tiziano

Mostra San Francesco, Museo del Corso

A ottocento anni dalla morte, Francesco non ha perso il suo carisma. Ce lo ricordano ora due mostre allestite nella sede del Museo del Corso - Palazzo Colonna Sciarra della Fondazione Roma (visitabili entrambe fino al 10 gennaio, in via Maco Minghetti, nella sede recentemente restaurata della fondazione). Una indaga la fortuna di Francesco nella storia dell’arte, l’altra ricostruisce il legame fra la predicazione dei frati minori e la nascita dei Monti di Pietà, l’istituzione da cui la stessa Fondazione Roma, di fatto, discende.

Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità, curata da Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e professore emerito della Sapienza, è un viaggio in 28 opere che dal tardo Duecento arriva ai giorni nostri. Ci sono opere strettamente devozionali, ma non solo. Il percorso inizia con manoscritti miniati del Tre e Quattrocento, fra cui il raro Speculum humanae salvationis della Biblioteca Nazionale dei Lincei e Corsiniana, per arrivare alle tele del Cinque e Seicento: l’intenso San Francesco in preghiera di Caravaggio, il santo che riceve le stimmate nelle due versioni di Tiziano e di El Greco,

e poi le opere di Federico Barocci, Ludovico Carracci e di Murillo. Nel Settecento spicca l’Estasi di san Francesco del Piazzetta, con la sua religiosità più intima. Si passa poi al Novecento, con Duilio Cambellotti che omaggia le creature di Francesco (soprattutto gli uccelli) mentre il raffinato Gino De Dominicis è affascinato dal prodigio francescano. A dimostrazione di quanto feconda sia la figura di Francesco per gli artisti di oggi, e di come una certa arte sacra sopravviva ancora, la sezione finale espone i lavori di Stefano Di Stasio, Omar Galliani, Fathina Ramos e Jaume Plensa.

Per questo progetto Fondazione Roma ha sostenuto i restauri di diverse opere esposte, tra cui le tele di Carracci, Muziano e Miniera. La mostra ha inoltre favorito nuove ricerche sul legame tra Francesco e l’Urbe, presentando la ricostruzione del dossale musivo del Mosaico Colonna (XIII sec.) e una mappa dedicata ai primi luoghi e alle più antiche testimonianze francescane a Roma.

La seconda esposizione, Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà, è allestita nell’Archivio storico, per la cura di Lorenzo Turchi: parte dalla corposa documentazione del fondo del Monte di Pietà di Roma e presenta prestiti

della Biblioteca Apostolica Vaticana, della Biblioteca storico-francescana e picena di Falconara Marittima e di altre istituzioni. Ricostruisce il ruolo dei frati dell’Osservanza che nel Quattrocento, predicando contro l’usura, promossero i banchi di prestito su pegno, per agevolare i ceti più poveri. Il primo Monte di Pietà nacque a Perugia nel 1462, quello di Roma fu fondato da Paolo III Farnese con la bolla «Ad sacram Beati Petri sedem» del 9 settembre 1539, proprio su iniziativa del francescano Giovanni Calvo: diventerà la Cassa di Risparmio di Roma, da cui, in tempi più recenti, nel 2007, deriva l’attuale Fondazione. Come sottolineato dal presidente Franco Parasassi, queste mostre attivano anche progetti sociali: gli studenti del Liceo artistico di via di Ripetta realizzeranno un’opera site-specific destinata al Villaggio Alzheimer della Fondazione, alla Bufalotta, e prenderà avvio anche un progetto pilota di accessibilità di visita rivolto a persone con fragilità.

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