C’è un filo rosso sottile ma solido che sta unendo il Museo del Prado, il Palacio de Abrantes (sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid) e la ricerca di un artista italiano sempre più proiettato sulla scena internazionale: è il percorso seguito dai visitatori di “Metamorfosis. Las transformaciones de la belleza”, la mostra personale di Andrea Crespi ospitata proprio nelle eleganti sale di Palacio de Abrantes e aperta gratuitamente fino al 29 agosto (dall’inaugurazione, avvenuta a metà giugno l’esposizione registra un’affluenza costante ed eterogenea di pubblico tra visitatori spagnoli, addetti ai lavori e turisti italiani).
Un ponte culturale tra Italia e Spagna
«Uno degli obiettivi del nostro Istituto è far conoscere la creatività italiana contemporanea attraverso progetti capaci di creare un dialogo autentico con il patrimonio artistico condiviso dei nostri due Paesi, Italia e Spagna», dichiara Elena Fontanella, direttrice volitiva e capace dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. E aggiunge: «L’interesse per “Metamorfosis” conferma quanto la cultura sia uno spazio d’incontro fondamentale tra Italia e Spagna».
Il progetto curatoriale di Clelia Patella trasforma Madrid in parte attiva del racconto. L’esposizione nasce infatti dal confronto tra la ricerca di Crespi e l’eredità figurativa europea: per l’occasione, l’artista ha realizzato un’inedita opera ispirata al gruppo scultoreo di Venere e Marte custodito al Museo del Prado, creando un ponte ideale con la tradizione legata a Canova. «Madrid non è semplicemente lo sfondo della mostra, ma entra nel progetto e ne orienta la lettura», sottolinea la curatrice. «L’esposizione nasce dall’incontro tra due grandi culture e dalla possibilità di osservare il passato attraverso gli strumenti del presente», conclude.
La Neosintesi tra tradizione e intelligenza artificiale
Al centro del percorso vi è la Neosintesi, il principio estetico sviluppato da Andrea Crespi che unisce memoria e innovazione, materia e digitale. L’artista reinterpreta la tradizione classica lungo le tre sale del Palacio de Abrantes: la Sala degli Specchi, dedicata al riflesso; la Sala Bianca, incentrata su Amore e Psiche e Venere e Marte; e la Sala Belvedere, aperta alle nuove possibilità dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi. «Esporre a Madrid significa confrontarsi con una città impregnata di storia dell’arte», riflette l’artista. «Sapere che tanti visitatori scelgono di entrare in mostra è uno stimolo a proseguire un percorso internazionale mantenendo saldo il legame con la nostra identità culturale», conclude Andrea Crespi. Sostenuta dalla FGN Foundation, la personale rappresenta una tappa fondamentale nel percorso dell’artista che, dopo la Triennale di Milano, la CAFA di Pechino, Times Square e Art Dubai, riafferma la capacità dell’arte contemporanea italiana di farsi spazio nel mondo.
