Ci sono imprese che raccontano la propria storia attraverso prodotti, brevetti e bilanci. E poi ci sono quelle che scelgono di trasformare la memoria in un patrimonio condiviso. È questa la strada intrapresa da Formec Biffi, eccellenza dell’agroalimentare italiano, che in occasione dei suoi sessant’anni di attività presenta a San Rocco al Porto, nel Lodigiano, Spazio Biffi Arte 3.0, un nuovo polo multimediale e culturale aperto al pubblico. L’inaugurazione, l’11 settembre, coincide con un doppio anniversario: i sessant’anni dalla fondazione dell’azienda e i novant’anni di Pietro Casella, fondatore e presidente. Ma il progetto guarda ben oltre la celebrazione. L’ambizione è costruire un luogo nel quale la storia dell’impresa possa diventare racconto, esperienza e occasione di confronto con la cultura contemporanea. Il punto di partenza è infatti una concezione dell’impresa non soltanto come realtà produttiva, ma come parte di un territorio e della sua identità. Un’idea che Casella ha coltivato negli anni attraverso una particolare attenzione all’arte e alla cultura, già concretizzata dieci anni fa con l’apertura della Galleria Biffi Arte a Piacenza, diventata un punto di riferimento per artisti emergenti e appassionati. Spazio Biffi Arte 3.0 nasce dunque come un’evoluzione di quella esperienza. Non un museo celebrativo tradizionale, ma uno spazio nel quale immagini, suoni e testimonianze ricostruiscono una vicenda imprenditoriale attraverso le persone, le intuizioni e la capacità di guardare avanti. Il visitatore viene invitato a entrare nella storia di Formec Biffi non attraverso una semplice sequenza cronologica, ma dentro una narrazione fatta di memoria e immaginazione. A segnare simbolicamente l’ingresso è persino il cielo della notte del 1966, l’anno in cui tutto ebbe inizio. Una volta celeste che introduce al tema del desiderio, inteso nella sua accezione originaria di “guardare le stelle” e immaginare la possibilità di realizzare i propri sogni. È una scelta narrativa che sintetizza bene la filosofia del progetto: la memoria non come nostalgia, ma come punto di partenza per continuare a progettare. In questo senso, il museo d’impresa diventa anche una riflessione sul significato contemporaneo del made in Italy. La vicenda di Formec Biffi — nata sulle rive del Po e cresciuta fino a raggiungere 51 Paesi — è quella di una realtà capace di coniugare radicamento locale e dimensione internazionale. Le sue produzioni, dalle salse alla maionese fino al pesto fresco, vengono così evocate soprattutto come tappe di una storia di innovazione: dalla scelta pionieristica del tubetto per la maionese alle sperimentazioni che hanno permesso di conservare più a lungo il pesto fresco. Ma è soprattutto nel rapporto con gli spazi dell’azienda che il progetto acquista una dimensione culturale più originale. Il grande sito produttivo di San Rocco al Porto, oltre 200 mila metri quadrati, non viene considerato soltanto come luogo della produzione. Qui prende forma Corte Biffi, un percorso nel quale materiali industriali recuperati vengono trasformati in opere d’arte e interventi di murales e street art modificano il paesaggio produttivo, aprendolo alla creatività. È forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: l’azienda non si limita a conservare il proprio passato, ma prova a trasformare il proprio presente in materia culturale. Gli elementi dell’industria — materiali, architetture, superfici, segni — possono così assumere nuovi significati attraverso l’arte. La sostenibilità costituisce un ulteriore capitolo di questa trasformazione. Fotovoltaico e trigenerazione hanno portato il sito a un livello di autosufficienza energetica dell’80%, mentre i progetti previsti dal 2027 comprendono un parco solare destinato a estendersi sulla copertura del nuovo magazzino e ulteriori interventi sul sistema dei parcheggi. Ne emerge un’idea di museo d’impresa lontana dal modello dell’archivio statico. Spazio Biffi Arte 3.0 vuole essere piuttosto un luogo vivo, dove la memoria industriale incontra l’arte contemporanea e dove il territorio diventa parte integrante del racconto.
