Poco prima delle 8.30 di ieri mattina, quando il centro commerciale Merlata Bloom stava per aprire i battenti, un gruppo di rapinatori ha messo a segno un colpo rapido e spietato. Parrucche in testa e giubbotti catarifrangenti addosso per mimetizzarsi o confondere eventuali telecamere, i malviventi sono sbucati alle spalle dei commessi della gioielleria Valenza proprio mentre stavano aprendo il negozio.
Con decisione e violenza hanno quindi spinto i dipendenti all'interno, terrorizzandoli. Subito dopo è iniziato l'assalto: un estintore è stato usato per sfondare le vetrine, che sono state letteralmente ripulite in pochi istanti. Poi è toccato alla cassaforte, dove erano stati riposti i preziosi tolti dagli espositori la sera precedente. Il raid è stato chirurgico, durato pochissimi minuti, ma sufficientemente traumatico da richiedere l'intervento di un'ambulanza per assistere i commessi sotto shock.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Musocco. Le indagini immediate hanno permesso di rintracciare la Mercedes utilizzata dai rapinatori per raggiungere il centro commerciale: l'auto era stata abbandonata in un parcheggio poco distante. Da lì i quattro malviventi si sarebbero divisi su due vetture diverse, dileguandosi con un bottino ancora in corso di quantificazione ma ritenuto di ingente valore. Sul luogo della rapina è stata ritrovata una pistola a salve, verosimilmente usata per intimidire le vittime.
La storia avrebbe potuto avere un epilogo diverso, ma poche ore dopo è arrivata la svolta. In un'operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia di Stato, sei persone sono state individuate e fermate. Tutta la refurtiva è stata recuperata, un risultato eccellente che restituisce ai legittimi proprietari i gioielli sottratti.
Le modalità dell'assalto rapidità, uso di estintore, travisamento con parrucche e giubbotti ad alta visibilità hanno immediatamente richiamato agli investigatori un altro episodio recente. All'inizio di giugno, infatti, tre giovani vestiti interamente di nero e con caschi integrali avevano rapinato la gioielleria D'Amante all'interno del centro commerciale Metropolis, al confine tra Novate Milanese e Quarto Oggiaro. Anche in quel caso erano state usate pistole a salve per terrorizzare il personale e fumogeni per coprire la fuga.
Gli inquirenti stanno ora lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i due
colpi e altri episodi simili avvenuti nella zona negli ultimi mesi. La somiglianza nelle tecniche esecutive suggerisce che potrebbe trattarsi della stessa mano o di gruppi organizzati che si scambiano "know-how" criminale.
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