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Cronaca nera

Via Macchi: auto a fuoco e albergo sgomberato

L’Agenzia regionale emergenza e urgenza (Areu) ha inviato un’ambulanza, ma non sono stati registrati feriti e neppure intossicati dal fumo

Cinque auto bruciate nella notte in Via Mauro Macchi di fronte al civico 38 sotto un Hotel. Milano, Italia - Mercoledì, 5 Agosto 2026 - (foto Stefano Porta / LaPresse) Five cars were burned overnight on Via Mauro Macchi, in front of number 38, outside a hotel. - Milan, Italy - August 5, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

La batteria al litio di una Toyota parcheggiata sarebbe la probabile causa dell’incendio divampato ieri all’alba in via Mauro Macchi, a due passi dalla stazione Centrale e durante il quale una decina i veicoli hanno preso fuoco. Il bilancio finale è di cinque automobili totalmente carbonizzate, mentre altre otto sono state danneggiate dalle fiamme.

La telefonata ai soccorsi da parte di alcuni residenti è partita poco dopo le 5. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con tre squadre, affiancati dalla polizia Locale e da agenti della questura, che avevano già notato il fumo mentre erano impegnati in un altro controllo nelle vicinanze.

Le fiamme si sono avvicinate pericolosamente alla facciata dello «Starhotel», che si trova lì accanto ed era pieno di persone. Per precauzione, i vigili del fuoco hanno evacuato circa 130 ospiti della struttura alberghiera. Una volta messa in sicurezza l’area circostante, le persone sono state fatte rientrare nell’hotel.

L’Agenzia regionale emergenza e urgenza (Areu) ha inviato un’ambulanza, ma non sono stati registrati feriti e neppure intossicati dal fumo.

Quando i pompieri sono arrivati, si sono trovati di fronte a un rogo più esteso di quanto inizialmente segnalato. Almeno tredici i veicoli coinvolti.

Una testimone che abita nella zona ha raccontato di aver sentito un grosso botto intorno alle 5.15. Al secondo scoppio è andata alla finestra della cucina e guardando fuori ha visto partire l’incendio dalla prima macchina e poi propagarsi rapidamente alle altre.

«I botti erano veri e propri scoppi», ha detto agli inquirenti. «Avevo tirato giù le tapparelle per paura che i vetri esplodessero. I vetri si sono salvati, ma le tapparelle ora sono divelte e alcune pericolanti».

Anche l’albergo ha riportato danni alla propria struttura.

L’ipotesi dell’origine dolosa dell’incendio o è stata esclusa da subito dagli investigatori, mentre con il passare delle ore e con gli accertamenti le cause del rogo sono state ricondotte appunto a una delle vetture in sosta: le fiamme si sono quindi propagate agli altri mezzi che erano parcheggiati nella stessa via.

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