Assalto notturno alla sede della Lega

Si infiamma ulteriormente il clima politico alla vigilia di due appuntamenti che porteranno in città centinaia di militanti della destra radicale il 22 e il 29 maggio. Così dopo i primi borbotii minacciosi dell’estrema sinistra, l’altra notte è stata danneggiata la sede della Lega Nord in piazza XXIV maggio. Mentre ieri, l’ex consigliere regionale Luciano Muhlbauer ha denunciato di aver ricevuto una lettera di minacce.
La tensione del resto era già alta da un mese, da quando cioé gruppi della destra radicale avevano indetto una settimana di appuntamenti per ricordare l’anniversario della morte di Sergio Ramelli, morto il 29 aprile del 1975, colpito a sprangate un mese e mezzo prima da alcuni militanti di Avanguardia Operaia. In sua memoria sono stati organizzati un torneo di calcio e una manifestazione, finiti senza incidenti solo per la massiccia presenza delle forze dell’ordine. Per questo mese invece sono previsti un corteo di Forza Nuova per sabato 22, a cui parteciperanno militanti di destra da mezza Europa, e un raduno-concerto di Hammerskin, sette giorni dopo.
Ed è proprio in questo clima politico incandescente che potrebbe inquadrarsi l’assalto alla storica sede di piazza XXIV. Nella notte tra venerdì e sabato, ignoti vandali hanno lanciato vernice contro le finestre del primo piano, poi hanno strappato il citofono, mandato in frantumi i vasi di fiori, strappato bandiere e insegne, imbrattato la porta e il trespolo che sosteneva i manifesti.
Se si esclude il gazebo dell’Udc bruciacchiato il 21 marzo 2010, era un po’ che non veniva assalta una sede politica. Bisogna infatti risalire alla campagna elettorale del 2008 per trovare episodi analoghi. Tra marzo e aprile vennero danneggiati o bruciati due gazebo del Pdl in piazza Oberdan e piazza San Babila, uno del Pd in piazza Argentina, uno della «Sinistra Arcobaleno» in piazza delle Medaglie d’Oro uno dell’Udc in piazza V Giornate.
«Ancora una volta - commentano il segretario provinciale di Milano Igor Iezzi - una nostra sezione viene presa di mira da vandali di chiara matrice “progressista”. Le minacce e le violenze non ci fermeranno. Il nostro impegno in difesa dei diritti dei cittadini milanesi va avanti. Oggi più di ieri».
Sempre ieri Muhlbauer ha presentato una denuncia per una lettera minatoria firmata «i camerati» e arrivata al gruppo di Rifondazione comunista in Regione Lombardia. Esplicito il messaggio: il disegno di due forche con sopra la falce e il martello, uno scudo con il fascio littorio, un riferimento a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, e la firma «i camerati». «Riconfermo il mio impegno nel contrastare il restaurarsi di pratiche nazifasciste a Milano perché i fasci littori, le croci uncinate e ciò che rappresentano non vengano sdoganati» ha poi commentato l’esponente comunista.

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