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"Emergenza carceri intollerabile". E oggi Delpini entra al Beccaria

L'allarme di Antigone su sovraffollamento e ondate di calore. Dopo l'arcivescovo, domani delegazioni a Opera e San Vittore

"Emergenza carceri intollerabile". E oggi Delpini entra al Beccaria
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Oggi alle 14 l'arcivescovo Mario Delpini entrerà al carcere minorile Beccaria. In anticipo di un giorno rispetto alla giornata nazionale di visite negli istituti di pena organizzata da Antigone e dall'Alleanza per l'articolo 27 (che vieta le pene disumane e impone la finalità rieducativa). Questo perché monsignor Delpini, che ha «impegni improrogabili» per domani, non ha voluto mancare all'appuntamento. Insieme all'arcivescovo ci saranno il segretario generale della Cgil milanese Luca Stanzione, la presidente di Antigone Valeria Verdolini, il consigliere regionale Luca Paladini, il presidente del Municipio 6 Santo Minniti.

Oggi e domani dunque anche la Lombardia e Milano si mobilitano per il carcere. Le visite hanno lo scopo di «sensibilizzare - spiegano le associazioni - intorno alla questione penitenziaria, oggi vera a propria emergenza sociale, politica e umana». E di contrastare la progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna. In particolare domani delegazioni di rappresentanti dell'Alleanza ed esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell'università, della cultura e della società civile visiteranno 34 penitenziari in 29 città italiane. A Milano le visite - organizzate, insieme a Antigone, da Cgil, Cnca, Caritas, Sesta Opera, Ordine degli psicologi lombardi - riguarderanno Opera, San Vittore e Bollate. A Opera faranno parte della delegazione Don Luigi Ciotti, Vincenzo Greco e Ivan Lembo di Cgil Milano, Diana De Marchi, consigliere di Città Metropolitana. Domani sera se ne parlerà anche alla festa per gli 80 anni dell'Anpi al Castello Sforzesco.

Secondo il XXII rapporto di Antigone, la Lombardia è la seconda regione italiana (dopo la Puglia) per sovraffollamento carcerario. Nei 18 istituti di pena lombardi sono detenute oltre 9.500 persone, con un tasso medio di affollamento superiore al 150 per cento e punte che raggiungono il 200 per cento. Stando al rapporto, nessun istituto lombardo è sotto la capienza regolamentare. Tra le situazioni più critiche ci sono Brescia «Nerio Fischione», San Vittore, Lodi, Varese e Busto Arsizio. «Con più del 150 per cento di sovraffollamento - sottolinea Verdolini - non c'è posto fisico. Si sta male. Il caldo aggiunge un'ulteriore forma di afflittività a condizioni già insostenibili». Così Luigi Pagano, Garante dei detenuti Comune di Milano, Daniele Nahum e Alessandro Giungi, presidente e vicepresidente della Sottocommissione carceri: «I dati del ministero della Giustizia sulle carceri milanesi descrivono una situazione drammatica e fuori controllo. L'indice di sovraffollamento a San Vittore è al 220 per cento, a Opera al 152 per cento, a Bollate al 126 per cento e al Beccaria al 136 per cento.

Tra incendi, celle infestate da cimici, mancanza di ventilatori e persino di acqua per lavarsi (come a Opera), siamo davanti a una condizione di oggettiva illegalità istituzionale. Una situazione insostenibile per i detenuti ma anche per gli agenti di polizia penitenziaria, in grave sottorganico e con un tasso di suicidi triplo rispetto a quello nazionale».

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