La giornata di domenica 2 agosto si preannuncia particolarmente critica per il nostro Paese, che in queste ore sta attraversando la quarta ondata di calore stagionale: Il Ministero della Salute lancia l’allerta di livello tre (bollino rosso) per ben 23 centri urbani.
La severità del fenomeno è amplificata dalla combinazione tra picchi termici elevati, con temperature fino a 39°C, alti tassi di umidità e assenza di refrigerio nelle ore notturne. Lo scenario attuale è destinato a prolungarsi anche nei prossimi giorni: un’attenuazione del caldo persistente che affligge la Penisola potrebbe arrivare non prima dell’8 agosto, quando i modelli ipotizzano un incremento dell’instabilità in grado di portare temporali al Nord, per quanto ovviamente si tratti di previsioni che necessitano di ulteriori verifiche.
Come detto, le rilevazioni odierne della rete ministeriale confermano l’estensione del livello 3 di allerta a gran parte del territorio nazionale, il che comporta potenziali rischi sanitari non solo per bambini, anziani o persone con patologie preesistenti, ma per tutta la popolazione a causa del mix tra temperature elevate e afa intensa. Secondo i dati del Ministero sono 23 le città da bollino rosso, vale a dire Bolzano, Bologna, Brescia, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, e Verona al Nord, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo al Centro, Cagliari, Campobasso, Catania, Napoli, Palermo e Pescara per quanto riguarda il Sud e le Isole.
Sono state diramate anche allerte di livello inferiore ad Ancona e Bari (arancione) e Reggio Calabria (gialla), mentre si riscontra un’anomalia informativa relativa alla municipalità di Messina, riportata in modo ambiguo in entrambe le categorie (gialla e arancione).
A rendere meno sopportabile questa quarta ondata, come spiegato dall’esperto de ilmeteo.it Federico Brescia, è il fatto che il persistere della canicola ha prodotto un accumulo di calore tale da portare le colonnine di mercurio a raggiungere temperature oltre i 40°C in alcune aree della Pianura Padana e in vari settori interni del Centro Italia: ecco spiegato perché su gran parte dell’Italia, compreso il Nord e alcune zone interne del Sud, persisteranno anche per la fase finale del weekend temperature comprese tra 37°C e 39°C. Se per le ore diurne l’allerta è legata in particolar modo alle temperature estreme, non andrà meglio con il trascorrere della giornata, dato che l’accumulo di caldo e l’elevata umidità non consentiranno di beneficiare del raffrescamento in genere tipico delle ore serali e notturne.
Un ruolo determinante nel mantenere il clima rovente è giocato dalle temperature eccezionali dei bacini italiani: i mari che circondano la Penisola hanno infatti superato dappertutto la soglia dei 28°C, registrando anomalie marcate rispetto agli standard stagionali. Una simile capacità termica dei bacini funge da serbatoio energetico, inibendo l’azione mitigatrice delle brezze marine e ostacolando la dispersione del calore negli strati medio-bassi dell’atmosfera durante le ore notturne. Chiaro che il disagio vissuto dalla popolazione derivi da questa combinazione tra temperature diurne estremamente elevate, afa persistente e ridotta, se non quasi assente, escursione termica notturna.
Se per la giornata di lunedì non sono previste particolari variazioni, è da martedì 4 che si preannuncia un incremento della nuvolosità sulla Sardegna e sul settore alpino occidentale, mentre sul resto dello Stivale continuerà a splendere il sole. La destabilizzazione pomeridiana determinerà precipitazioni a carattere di rovescio o temporale sulle Alpi occidentali, con fenomeni isolati di natura convettiva sulle Alpi orientali e lungo i rilievi appenninici di Abruzzo e Basilicata. I valori termici non subiranno flessioni, mostrando anzi locali tendenze al rialzo.
A partire da mercoledì 5 agosto l’alta pressione tornerà a imporsi ovunque con sole pieno e temperature roventi. Gli unici disturbi pomeridiani si limiteranno a rapidi temporali lungo la dorsale appenninica centro-meridionale e, più raramente, sulle Alpi. Le proiezioni indicano che questo copione fatto di stabilità e caldo eccezionale si ripeterà anche nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7.
Dovremo quindi rassegnarci a un’altra settimana di calore estremo? Per ora l’alta pressione non sembra intenzionata a cedere il passo. Secondo i dati esposti da ilmeteo.it, un primo vero scricchiolio si intravede solo a ridosso dell’8 agosto: i modelli prevedono l’arrivo di correnti più instabili che potrebbero innescare temporali, concentrati in particolar modo al Nord. Parallelamente, si ipotizza una parziale flessione delle temperature, per quanto limitata alle regioni settentrionali.
Trattandosi di proiezioni a media scadenza, meglio rimanere cauti: l’evoluzione descritta necessita di ulteriori verifiche da effettuare nei successivi aggiornamenti per capire quale potrebbe essere la portata del fenomeno e la sua eventuale estensione temporale.
