"Il buonsenso arriverà": così Astrid Lindgren inventò Pippi Calzelunghe

Un mondo fatto di creature colorate, personaggi stravaganti e magiche avventure, un luogo in cui Astrid Lindgren si è rifugiata tutte le volte in cui ha immaginato un amico per i bambini di ieri e di oggi

"Il buonsenso arriverà": così Astrid Lindgren inventò Pippi Calzelunghe

Sembra quasi impossibile non conoscere il personaggio con le trecce color ruggine e il viso punteggiato da piccole lentiggini. Il personaggio di Pippi Calzelunghe, venuto fuori dalla penna di Astrid Lindgren, ha fatto compagnia a diverse generazioni nei lunghi pomeriggi dopo la scuola. La sua invenzione è stravagante tanto quanto le sue avventure.

Tra realtà e fantasia

Astrid Anna Emilia Ericsson nasce il 14 novembre 1907 in una fattoria di Vimmerby, una cittadina della Svezia meridionale, dove trascorre un’infanzia spensierata con i suoi genitori e tre fratelli. Durante la sua adolescenza è un tipo ribelle, taglia i folti capelli e a volte veste con abiti maschili: la sua non è smania di attirare l’attenzione ma un esordio di libertà in un’epoca che condanna la diversità. La gaiezza però ha un punto di arresto a causa di una gravidanza inaspettata e fuori dal matrimonio quando Astrid è poco più che maggiorenne. Questo imprevisto la allontana dalla famiglia d'origine e dopo anni travagliati, a causa di una grossa difficoltà economica, la giovane è costretta a dare in affidamento suo figlio Lars e a trovare un lavoro stabile.

È Sture Lindgren, un uomo molto più grande di lei, a trovarle un impiego nel suo ufficio e nel 1931 il suo capo diventa anche suo marito. Grazie alle nozze Astrid riprende con sé Lars e nel 1934 nasce la sua secondogenita Karin. Proprio quest’ultima, senza saperlo, svilupperà la creatività della madre fino a renderla celebre in tutto il mondo. Per colpa di una polmonite, infatti, la bambina è costretta a rimanere per un lungo tempo a letto e l’unica consolazione al suo stato febbrile sono le fiabe che la madre inventa sul momento e che le racconta poggiata sul suo cuscino.

Una sera la bambina le fa una domanda insolita, le chiede le avventure di una ragazzina stramba dal nome immaginario “Pippi Calzelunghe”. Astrid ci pensa un attimo, chiude gli occhi e inizia a disegnare con la mente un personaggio insolito, bizzarro e divertente come il suo nome, che ne combina di tutti i colori. Ogni sera, prima di andare a dormire, le vivaci vicende di Pippi accompagnano Karin che sogna a occhi aperti il suo mondo variopinto fatto di animali domestici stravaganti come un cavallo che si chiama Zietto e una scimmia, il Signor Nilsson.

Nel 1944 una brutta caduta sul ghiaccio immobilizza Astrid a letto e, quasi per noia, la donna inizia a scrivere tutto quello che in quel momento aveva tenuto a mente. Il nome di Pippi Calzelunghe appare come un arcobaleno su un foglio bianco e la sua creatrice è così entusiasta che ne fa un manuale illustrato con disegni che lei stessa realizza. A fine lavoro, soddisfatta, regala a Karin per il suo compleanno il malloppo che custodisce tutte le storie raccontate a voce. La stessa, successivamente, dirà della madre: “Era una donna anticonvenzionale e molto determinata, una protofemminista, anche se non ha mai aderito ad alcun gruppo o associazione di donne”.

Pippi Calzelunghe

Pippi Calzelunghe diventa un personaggio noto nel 1945 quando l’edizione Rabén & Sjögren esce sotto il nome di Pippi Långstrump. Nelle storie la protagonista, il cui nome completo è “Pippilotta Virtalia Rolgardinia Succiamenta Efrasilla” è un’orfana di madre che si trova da sola ad affrontare le vicissitudini di una bambina cresciuta troppo in fretta. Il padre è un pirata, il capitano Efraim Calzelunghe – terrore dei mari, sfuggente all’affetto della figlia cui regala bauli pieni di monete d’oro, con le quali Pippi riesce a mantenere se stessa e gli animali. Non ci sono regole in quella casa verde, gialla e rosa, vige l’anarchia più assoluta perché a lei non ha mai badato nessuno.

Le vicende che Astrid affronta sono tutte raccontate con ilarità e anche gli amici, Annika e Tommy, sono affascinati dalla vita avventurosa della ragazzina, mentre loro ne conducono una noiosamente normale. Sembra che la giovane non si scoraggi mai di fronte le avversità, eppure anche l’occhio di un bambino coglie che non è proprio così.

PIppi Calzelunghe

Sono tante le volte in cui l’allegria cela quella che in realtà è nostalgia, solitudine, senso di abbandono, come se anche i luoghi fatati nascondano al suo interno la fragilità umana. Ecco perché i racconti, poi diventati film e cartoni animati, colpiscono tutti dal più grande al più piccolo. C’è chi si rivede negli occhi sbalorditi ed entusiasti di Tommy e Annika e chi nella forza con cui Pippi affronta le difficoltà mentre la sera si canta da sola le ninna nanne per addormentarsi.

La carriera di Astrid

Il successo di Pippi Calzelunghe diventa mondiale, tanto che Astrid si trova da un giorno all’altro sommersa di letterine di bambini come se fosse Babbo Natale. Con una delle corrispondenti intraprende un’amicizia epistolare che dura circa 30 anni, fatta di incoraggiamenti e parole che aiutano a sognare a occhi aperti.

Se i bambini acclamano una nuova eroina molto più simile a un essere umano, gli adulti non la pensano allo stesso modo. Tra la posta Astrid trova anche numerose critiche di chi pensa che Pippi sia un personaggio così diseducativo da essere addirittura censurato, eppure Pippi Calzelunghe diventerà da lì a presto un bestseller con una vendita di ben 150 milioni di copie. “Se c’è amore il buonsenso arriverà con il tempo”, dirà lei.

Oltre a Pippi Calzelunghe, un’altra opera che la rende famosa in tutto il mondo è Emil (Emil i Lönneberga, 1963). Negli anni successivi scrive altri racconti in una collana interamente pensata per bambini e ragazzi: Vacanze all'isola dei gabbiani (Vi på Saltkråkan, 1964) - in cui la protagonista ha il nome della figlia, Karin - I fratelli Cuordileone, Ronja - La figlia del brigante, Kalle Blomkvist, il "grande" detective e altri ancora.

In totale i suoi scritti arrivano a essere 115, tra gialli, fantasy, racconti di avventura, lavori per la televisione e il cinema e le sue storie vengono tradotte in più di 70 lingue. Quando le chiedono di scrivere anche per gli adulti lei risponde sorridendo: “Solo i bambini fanno miracoli quando leggono”. Oltre alla scrittura il suo impegno per il sociale in difesa di animali e bambini è il fulcro della sua vita.

I premi

Nel 1971 Astrid Lindgren si ritrova tra i candidati al premio Nobel che viene vinto dal poeta Pablo Neruda. Al suo posto sono state altre le statuette che le sono state conferite nel tempo: il premio Hans Christian Andersen nel 1958, il Lewis Carroll Shelf Award nel 1973 per Pippi Calzelunghe, l'International Book Award dell'Unesco, nel 1993 e il Right Livelihood Award (conosciuto anche come "Premio Nobel Alternativo"), nel 1994, e numerose altre onorificenze e lauree honoris causa di numerose università.

Nel 1997 è stata nominata personaggio svedese dell'anno. In quell’occasione le sue parole, che ne evidenziano la stravaganza, sono state: “Non capisco come possiate nominarmi personaggio dell'anno, io che sono cieca, sorda e mezza pazza. Faremo meglio a non dirlo troppo in giro, se no penseranno che tutti in Svezia siano come me”.

Eppure la fama di Pippi Calzelunghe raggiunge qualsiasi settore, tanto che nel 1995 l’agenzia spaziale svedese lancia nello spazio l’Astrid 1 e nomina la strumentazione con i nomi dei libri: Pippi, cioè Prelude in Planetary Particle Imaging, Emil, ovvero Electron Measurements - In-situ and Lightweight, e Mio, ossia Miniature Imaging Optics. Nel novembre 2001, quando le viene chiesto cosa desiderasse per il suo 94º compleanno, scherza: "Pace nel mondo e vestiti carini". Viene a mancare qualche mese dopo a Stoccolma.

Un mito immortale

Dopo la sua morte nel 2002, per omaggiarla non solo per la sua vita da scrittrice ma anche e soprattutto per quella da attivista, il governo svedese ha istituito un premio letterario per la letteratura infantile e per ragazzi dedicato alla scrittrice, l’“Astrid Lindgren Memorial Award”. Dal valore di 5 milioni di corone svedesi, che corrispondono a circa 480.000 euro, è attualmente il premio di maggior valore per questo tipo di arte. Nello stesso anno la sorella minore, Stina Hergin pubblica in Svezia il libro C’era una volta una fattoria, che racconta l’infanzia delle due sorelle nella casa in campagna dei genitori.

Nel 2005 lo scrittore svedese Stieg Larsson ha voluto omaggiare la scrittrice nella saga sua Millennium - Uomini che odiano le donne, in cui fa riferimento alle opere della Lindgren soprannominando uno dei protagonisti, Mikael Blomkvist come “Kalle Blomkvist” (in riferimento all'opera di Lindgren Kalle Blomkvist, il grande detective) per le sue attitudini investigative. Ancora, sul citofono della casa segreta della protagonista, Lisbeth Salander, c'è scritto "Vila Kulla", cioè la casa di Pippi, mentre la sorella di Mikael Blomqvist si chiama Annika, come l'amica di Pippi e sorella di Tommy.

Attualmente la raccolta dei manoscritti originali della Lindgren si trova nella Biblioteca nazionale svedese di Stoccolma, è ad oggi è posta sotto l'egida dell'Unesco, iscritta nel

Memory of the world register. Astrid Lindgren, attraverso la sua Pippi Calzelunghe, rimarrà un mito immortale perché, involontariamente, ha donato quella giusta quantità di leggerezza che qualsiasi generazione necessita.

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