Il semestre aperto di Medicina entra nella sua seconda edizione con alcune modifiche che puntano a rendere il percorso più equilibrato. Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha infatti firmato il decreto che disciplina il nuovo anno accademico 2026/2027, confermando l'impianto della riforma ma introducendo una serie di correttivi che riguardano calendario, esami e graduatoria nazionale. Le iscrizioni sono ufficialmente aperte e riguardano i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria. Gli aspiranti studenti potranno presentare domanda attraverso Universitaly entro il 3 agosto, mentre il contributo di iscrizione potrà essere versato fino al 5 agosto.
Confermato il semestre aperto
Il cuore della riforma resta lo stesso: il tradizionale test d'ingresso viene definitivamente sostituito dal semestre aperto, che consente a tutti gli studenti di iscriversi e frequentare i corsi universitari prima della selezione. Durante questo periodo gli aspiranti medici seguiranno le lezioni di Biologia, Chimica e Propedeutica Biochimica e Fisica e, al termine del percorso, dovranno sostenere i relativi esami. Sarà proprio il risultato ottenuto nelle prove a determinare l'accesso definitivo al corso di laurea, segnando il passaggio da una selezione basata su un unico test preliminare a un sistema che valuta il rendimento maturato durante i primi mesi di studi universitari.
Più tempo per seguire le lezioni
Tra le principali novità introdotte dal decreto c'è l'allungamento del periodo dedicato alla didattica. Le lezioni prenderanno il via il 1° settembre e dovranno concludersi non oltre dieci giorni prima del primo appello, fissato per il 10 dicembre. Rispetto allo scorso anno il Ministero ha deciso di concedere più settimane di insegnamento e di posticipare le prove d'esame, una scelta maturata anche dopo il confronto con gli studenti che avevano chiesto maggiore tempo per prepararsi.
Le date degli esami
Il calendario stabilito dal Ministero prevede due appelli. Il primo si svolgerà il 10 dicembre 2026, mentre i risultati saranno pubblicati il 23 dicembre. Il secondo appello è stato fissato per l'11 gennaio 2027, con pubblicazione degli esiti il 20 gennaio. Anche questa rappresenta una novità rispetto alla precedente edizione del semestre aperto, con date spostate in avanti proprio per consentire una preparazione più completa.
Come cambiano le prove
Le novità riguardano anche le modalità di svolgimento degli esami. Il Ministero ha infatti rivisto la struttura delle prove, che saranno composte da 31 quesiti, 10 domande a completamento e 21 a risposta multipla. Cambiano anche i tempi. Per ogni esame gli studenti avranno a disposizione 50 minuti, mentre l'intervallo tra una prova e l'altra viene esteso a 30 minuti. Una modifica pensata per consentire ai candidati di affrontare le verifiche con maggiore tranquillità e gestire meglio il carico delle prove.
Come funzionerà la graduatoria nazionale
Cambia anche il funzionamento della graduatoria nazionale di merito, che continuerà a essere suddivisa in tre sezioni. Nella prima saranno inseriti gli studenti che avranno superato tutti e tre gli esami previsti dal semestre aperto, nella seconda quelli che avranno ottenuto almeno due voti pari o superiori a 18/30, mentre la terza sarà riservata a chi avrà superato una sola prova. Tra le novità più rilevanti c'è anche il criterio con cui verrà calcolato il punteggio; per ciascun candidato sarà preso in considerazione automaticamente il miglior risultato ottenuto tra i due appelli disponibili, purché pari o superiore a 18/30. Una scelta che punta a valorizzare la prestazione migliore dello studente, senza obbligarlo a decidere quale voto mantenere.
Le sedi da indicare
Durante la fase di iscrizione gli aspiranti medici dovranno indicare almeno dieci sedi universitarie presso cui desiderano immatricolarsi in caso di ammissione. Dovranno inoltre scegliere un corso affine al quale concorrere nell'eventualità di non ottenere un posto utile nella graduatoria di Medicina, indicando almeno cinque sedi per questo percorso alternativo. L'obbligo non riguarda chi è già iscritto a uno dei corsi affini.
Chi non supera tutti gli esami non è escluso
Il decreto conferma anche una misura già prevista nella precedente edizione. Gli studenti che risulteranno in posizione utile nella graduatoria ma che non avranno superato uno o due esami potranno comunque recuperare i crediti formativi mancanti presso l'ateneo di assegnazione in tempo utile per l'iscrizione al secondo semestre.
Syllabus aggiornati e programmi più vicini alla formazione medica
Nelle scorse settimane il Ministero aveva inoltre pubblicato i nuovi syllabus (i programmi ufficiali stabiliti dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR)) del semestre aperto. I programmi sono stati rivisti per eliminare le sovrapposizioni tra le diverse discipline, rafforzare il collegamento tra Biologia, Fisica e Chimica e introdurre esempi pratici e casi di studio maggiormente collegati alla futura professione medica. Per la loro definizione sono stati coinvolti docenti universitari, insegnanti delle scuole superiori e professionisti sanitari, recependo anche molte delle osservazioni emerse dal tavolo di confronto con gli studenti.
La piattaforma gratuita per prepararsi
Resta inoltre disponibile la piattaforma gratuita realizzata dal Ministero insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e al Consorzio CISIA. Il portale mette a disposizione materiali didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione, simulazioni degli esami e contenuti di supporto per accompagnare gli studenti durante tutto il semestre.
Bernini: "Ascoltiamo gli studenti e miglioriamo il percorso"
Le modifiche introdotte per il nuovo anno accademico sono il risultato del confronto avviato dal Ministero con gli studenti dopo la prima sperimentazione del semestre aperto. Il decreto firmato dal ministro Bernini conferma quindi il nuovo modello di accesso, ma interviene su tempi, modalità degli esami e organizzazione della graduatoria con l'obiettivo di rendere il percorso più sostenibile e consentire agli aspiranti medici di affrontare la selezione dopo un periodo di formazione più lungo e strutturato.
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