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La Rettrice Brambilla: "La libertà un valore da difendere. E garanzia di futuro"

La prolusione affidata a Filippo Grandi sui suoi 40 anni di impegno umanitario

La Rettrice Brambilla: "La libertà un valore da difendere. E garanzia di futuro"
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Dalla difesa della libertà accademica - garanzia di democrazia e di futuro - a un sapere senza dogmatismi. E poi politica e scienza viste come alleate «imperfette» senza dimenticare lo sguardo a quello che succede nel mondo. Sono alcuni temi affrontati alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Statale. Ospite d'onore Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e alunno della Statale, che, nella sua Prolusione, ha portato la testimonianza di più di 40 anni di impegno umanitario internazionale. La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali, del Sindaco Giuseppe Sala, dell'Assessore all'Università di Regione Lombardia, Alessandro Fermi e della vice Presidente del Senato Licia Ronzulli. A seguire, gli interventi del Presidente della Conferenza degli Studenti, Giacomo Pangrazzi, del Direttore Generale Angelo Casertano e il discorso inaugurale della Rettrice Marina Brambilla.

La Rettrice ha richiamato l'attenzione sui principi che da sempre motivano l'agire di un ateneo. Ha esteso la sua riflessione all'attualità della libertà accademica, principio ordinatore della Universitas, «che va intesa non solo come un diritto individuale dei docenti, ma come una garanzia sociale collettiva, una libertà al servizio della democrazia». Libertà che oggi è a rischio in molti Paesi e sulla quale «bisogna vigilare». Secondo l'Academic Freedom Index (AFI) la libertà accademica subisce restrizioni molto gravi in 34 nazioni (quasi la metà della popolazione mondiale). La libertà accademica, nata con l'Illuminismo, prevede che il sapere debba essere libero, universale, controllato solo dalla ragione: «La libertà accademica è legata al metodo scientifico e alla valenza profondamente politica che mantiene; una società libera funziona come la scienza, perché consente la critica e la correzione degli errori e si oppone alle ideologie che si presentano come infallibili e indiscutibili». E ancora: «In un mondo complesso e fragile, scegliere la scienza significa scegliere il potere del dubbio, del confronto e del rispetto per i fatti». Per Brambilla, in una società complessa, la politica garantisce il necessario equilibrio. La libertà accademica è resa più vulnerabile oggi per il ruolo centrale che le università hanno assunto come motori di trasformazione sociale, economica, oltre che tecnologica, sono dunque più esposte alla pressione pubblica.

Filippo Grandi ha riflettuto sull'importanza di alzare lo sguardo oltre la prospettiva a breve termine spesso imposta dalla politica internazionale. E sull'importanza di guardare oltre i confini vicini, di difendere la cooperazione internazionale minacciata dalla retorica del «prima il mio Paese» e di non smarrire i valori di solidarietà e compassione.

Il direttore generale Angelo Casertano ha ricordato alcune tappe importanti dell'ateneo, come l'apertura dello studentato di Santa Sofia con 147 posti letto e una nuova sala studio in piazza Sant'Alessandro con 87 posti. È stato citato l'avanzamento dei lavori del futuro campus di Mind e l'attività di ricerca, con 20 progetti finanziati, che collocano la Statale tra i primi atenei in Italia.

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