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Attualità

“Attorno a noi i vandali, in Duomo si prega”

L’Arcivescovo ha ribadito che la Cattedrale non chiude: “È la casa della pace”

S.Messa Ieri si è tenuta anche la funzione del pomeriggio

A causa dei ripetuti scontri in piazza Duomo ieri è stato anticipato l’orario di chiusura delle visite alla Cattedrale.

Le celebrazioni, invece, si sono svolte regolarmente compresa la Santa Messa serale che si è conclusa alle 18. 30. Per motivi di sicurezza i fedeli sono stati fatti uscire dalla porta laterale del Duomo.

La Cattedrale non ha chiuso le porte a chi ha cercato il raccoglimento e l’eucarestia. Questo messaggio è stato ribadito da monsignor Delpini - con parole che sono poi apparse profetiche - durante la celebrazione del mattino e riferendosi agli scontri del giorno prima. Il Pontificale della Dedicazione della Cattedrale si è tenuto alle 10.30. Durante l’omelia l’arcivescovo, riferendosi ai tafferugli e alle devastazioni di sabato ha detto: «Intorno al Duomo, nel centro di Milano, ieri sera si è scatenato il vandalismo, una tensione aggressiva e arrabbiata ha agitato la piazza. Ma in Duomo si è continuato a pregare, a cantare. Come per dire: il Signore custodisce una casa nella pace, un principio di fraternità. Potremmo dire la chiesa Cattedrale, la comunità cristiana nel cuore della città vuole rimanere la casa dove si incontrano i bambini e cantano e danzano...». Un messaggio forte: c’è un’emergenza e il Duomo non chiude le proprie porte ai fedeli. E non si rinuncia a celebrare Messa, nè a distribuire l’Eucarestia. Insomma, il messaggio dell’arcivescovo è stato un invito a pregare con più intensità. La chiesa come metafora del cuore di ciascuno che nessun petardo può avere la forza di cambiare. Così ieri sono stati celebrati i Vespri delle 16.30, la Santa Messa delle 17.30. Unica precauzione - hanno fatto sapere dall’Arcivescovado - «i varchi turistici sono stati chiusi in anticipo con la chiusura delle porte della facciata».