Ci sono almeno altri due casi di maxi truffe a banchieri, su cui la Procura di Milano sta indagando. Non solo, dunque, quello emerso ieri del raggiro internazionale da 95 milioni di euro ai danni dell’ex presidente di Fideuram Paolo Molesini. Le armi usate dai truffatori sono sempre le stesse: falsi messaggi whatsapp e mail in apparenza provenienti da persone reali e persino telefonate con voci «clonate» grazie all’intelligenza artificiale.
Il «colpo» più grosso è quello di Fideuram. Come riportato dal Corriere della Sera, dalle casse della banca sono usciti lo scorso febbraio 95 milioni. Poi ne sono stati recuperati all’estero 59 (ne mancano 36, già trasformati in bitcoin). Molesini è stato ingannato da un presunto Carlo Messina, ceo di Intesa San Paolo, che controlla Fideuram. Il finto Messina chiede con urgenza una serie di bonifici attraverso la tesoreria di Fideuram, per finalizzare una importante operazione finanziaria. Arriva pure la telefonata di un presunto Paolo Nastasi,
avvocato d’affari che Molesini conosce e la cui voce è riprodotta alla perfezione. Così partono i bonifici, soprattutto verso Cina e Hong Kong. Scatta però l’allarme e Fideuram aziona i sistemi di collaborazione interbancaria internazionale che consentono il recupero di una parte del denaro. Per questo episodio c’è un nome iscritto nel registro degli indagati, quello di un cittadino israeliano di 48 anni. Lo scorso maggio il gip Sonia Mancini ha firmato un decreto di sequestro preventivo che ha permesso di congelare 13 milioni in una banca in Portogallo, mentre in Cina erano già stati bloccati oltre 40 milioni dalla stessa Fideuram. Intanto la Procura, con i pm Barbara Benzi e Alfonso Serritiello, coordinati dal pm Eugenio Fusco, dà la caccia al resto della banda che ha messo in atto il raggiro.
Anche le altre due inchieste, con indagati e sempre su denuncia degli istituti di credito, hanno al centro il meccanismo del «voice cloning», ossia voci finte identiche a quelle reali. In un caso - affidato al pm Enrico Pavone - il bersaglio sarebbe stata la manager di una banca
che, a seguito del raggiro, lo scorso maggio avrebbe autorizzato operazioni per circa 24 milioni di euro, in parte recuperati a Barcellona dopo essere rimbalzati fra Spagna, Singapore, Hong Kong e Bahrein. Nel caso di un altro istituto più piccolo la truffa ammonterebbe a circa 2 milioni di euro, in parte recuperati in Croazia. Qui il fascicolo è assegnato al pm Benzi. Al momento le tre indagini restano scollegate tra loro.
Proprio alla prevenzione di questo tipo di truffe è dedicata la serie tv Tre Respiri, girata a Milano cui sta lavorando il consulente finanziario Nicola Scambia e cui partecipa come consulente l’avvocato Jacopo Pensa. «Possiamo conoscere banche, mercati e finanza e cadere comunque in una trappola costruita bene», avverte Scambia.
