Alla vigilia del Roller Coaster Day, che si celebra domenica 16 agosto, Gardaland festeggia un nuovo traguardo legato a una delle attrazioni più amate del parco. Dragon Rush ha raggiunto i cinque milioni di passeggeri e, dal 2016, le sue sei vetture hanno percorso complessivamente oltre 266.000 chilometri; una distanza equivalente a quasi sette giri completi della Terra. Il risultato offre l’occasione per ripercorrere anche la storia delle montagne russe di Gardaland, seguendo un’evoluzione che in oltre quarant’anni ha portato nel parco diverse tipologie di coaster, dai primi modelli con inversioni fino alle attrazioni progettate per simulare la sensazione di volare o per affrontare discese quasi verticali.
Cinque milioni di passeggeri: un numero da record
Il numero impressionante di cinque milioni di persone hanno scelto di salire su Dragon Rush dal 2016 a oggi. Una cifra che diventa ancora più significativa se rapportata alla distanza percorsa dalle vetture: oltre 266.000 chilometri, l’equivalente di quasi sette volte la circonferenza terrestre. Dragon Rush è un Family Spinning Wild Mouse, una tipologia di roller coaster pensata per unire il divertimento del percorso a una modalità di corsa particolarmente dinamica. Il tracciato misura circa 400 metri e le vetture possono ruotare liberamente durante il viaggio. Questa caratteristica fa sì che la corsa non venga percepita sempre allo stesso modo. Curve e cambi di direzione possono infatti essere affrontati da angolazioni differenti, rendendo ogni passaggio potenzialmente diverso dal precedente. Il traguardo dei cinque milioni racconta così anche la capacità dell’attrazione di conquistare un pubblico ampio, trasformando la possibilità di ripetere la stessa esperienza in un motivo per tornare a bordo.
Il fascino del “safe thrill”
Perché le montagne russe continuano a esercitare un’attrazione così forte? La risposta non riguarda soltanto la velocità. Attesa, movimento, sorpresa e percezione del rischio contribuiscono a creare un’esperienza capace di provocare emozioni intense, ma all’interno di un ambiente progettato e controllato. Le esperienze adrenaliniche possono stimolare il rilascio di sostanze come adrenalina, endorfine e dopamina, associate a sensazioni di energia, entusiasmo e benessere. È proprio il mix tra paura e divertimento a spingere molte persone a mettersi alla prova con esperienze sempre diverse. Nel mondo dei parchi divertimento questo tipo di esperienza viene definito “safe thrill”, cioè la possibilità di vivere emozioni intense in un contesto progettato per essere sicuro e controllato. “Il fenomeno viene spesso definito ‘safe thrill’: la possibilità di vivere emozioni intense e coinvolgenti all’interno di un’esperienza progettata per essere sicura e controllata, trasformando il desiderio di nuove sensazioni in un momento di divertimento e condivisione”, spiega Alessandra Zanoni, Park Operations Director di Gardaland Resort.
Quarant’anni di innovazione sui binari
Il percorso di Gardaland nel mondo delle montagne russe è fatto di innovazioni successive. Nel corso degli anni il parco ha introdotto otto roller coaster e 14 inversioni, proponendo ai visitatori esperienze molto diverse tra loro. La cronologia parte dal 1985 con Magic Mountain, diventata poi Shaman, e attraversa quattro decenni di evoluzione, ci sono i primi coaster con inversioni, le attrazioni dedicate alle famiglie, i convogli sospesi sotto il binario, i percorsi che combinano acqua e velocità e quelli che hanno portato in Italia tecnologie ancora poco diffuse. Ogni inaugurazione ha rappresentato una nuova tappa, modificando il modo di vivere la corsa e introducendo caratteristiche che fino a quel momento non erano presenti nel panorama italiano.
Shaman, il primo coaster permanente con inversioni
Il viaggio comincia nel 1985 con Magic Mountain, che negli anni assumerà il nome di Shaman. È la prima montagna russa permanente realizzata in Italia con inversioni. Il tracciato misura circa 700 metri, raggiunge un’altezza di 30 metri e una velocità massima di 70 chilometri orari. Sono quattro le inversioni inserite lungo il percorso. Per la sua storia e per il ruolo avuto nell’evoluzione dei roller coaster italiani, Shaman è ancora oggi una delle attrazioni più iconiche di Gardaland.
Ortobruco Tour e il primo approccio alle montagne russe
Nel 1990 arriva Ortobruco Tour, pensato soprattutto per i visitatori più giovani e per le famiglie. Il family coaster si sviluppa per circa 500 metri e raggiunge una velocità di 40 chilometri orari. La sua funzione è diversa rispetto a quella dei coaster più adrenalinici: rappresenta infatti un primo approccio al mondo delle montagne russe, permettendo anche ai bambini di avvicinarsi gradualmente a questo tipo di attrazione. È una tappa importante perché amplia il pubblico dei roller coaster e introduce un’esperienza pensata per essere affrontata anche da chi non è ancora pronto per le attrazioni più intense.
Blue Tornado, la corsa sospesi sotto il binario
Nel 1998 arriva Blue Tornado, il primo inverted coaster d’Italia. La sua particolarità è evidente già dalla posizione dei passeggeri: non viaggiano sopra il binario, ma sono sospesi al di sotto. L’attrazione raggiunge un’altezza di 33 metri e una velocità massima di circa 80 chilometri orari. Il percorso supera i 700 metri e comprende cinque inversioni. La configurazione del coaster cambia quindi anche la percezione del movimento: il terreno scorre sotto i passeggeri e il tracciato viene affrontato da una posizione completamente diversa rispetto a quella dei roller coaster tradizionali.
Fuga da Atlantide, tra velocità e due grandi discese
Nel 2003 Gardaland inaugura Fuga da Atlantide, un’attrazione che porta il pubblico dentro un’ambientazione ispirata al mito di Atlantide. Si tratta di un modello Super Splash, capace di raggiungere i 75 chilometri orari. Il percorso supera i 700 metri e comprende due discese, da 12 e 17 metri di altezza. Templi sommersi, arcate misteriose e la presenza di Nettuno contribuiscono a costruire l’ambientazione. In questo caso il percorso non è soltanto una successione di accelerazioni e discese, ma diventa parte integrante della storia raccontata dall’attrazione.
Mammut, il coaster più lungo del parco
Nel 2008 è la volta di Mammut, che diventa la montagna russa più lunga di Gardaland. Il percorso supera il chilometro e la corsa dura circa tre minuti. L’ambientazione è quella di un paesaggio glaciale e l’attrazione appartiene alla categoria dei family coaster. La sua caratteristica distintiva è dunque soprattutto la lunghezza del tracciato, che permette di costruire un’esperienza articolata e prolungata, senza rinunciare a un’impostazione adatta a essere vissuta anche in compagnia.
Raptor e l’idea di volare
Nel 2011 Gardaland introduce Raptor, il primo e unico wing coaster in Italia e il settimo esemplare al mondo di questa tipologia al momento della sua inaugurazione. La particolare configurazione del convoglio colloca i passeggeri ai lati del binario. Non avendo il tracciato direttamente sotto il corpo, la sensazione è quella di muoversi quasi sospesi nello spazio, come durante un volo. Raptor raggiunge i 90 chilometri orari, arriva a 33 metri di altezza e presenta un percorso lungo 770 metri. L’attrazione risulta inoltre al primo posto nella classifica di gradimento degli ospiti di Gardaland.
Oblivion, 87 gradi verso il vuoto
Nel 2015 arriva Oblivion - The Black Hole, il primo Dive Coaster d’Italia e ancora oggi il coaster più alto del parco. L’altezza raggiunge i 42,5 metri, mentre la discesa principale presenta un’inclinazione di 87 gradi. La velocità massima arriva a 100 chilometri orari e il percorso supera i 500 metri. Il momento più caratteristico è quello che precede la caduta: il convoglio raggiunge il punto più alto e crea una pausa prima della discesa, aumentando l’attesa e la tensione. È proprio questa sospensione prima del vuoto a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’esperienza.
Dragon Rush, l’ultimo capitolo della storia
Nel 2016 arriva Dragon Rush, precedentemente conosciuto come Kung Fu Panda Master. Con questa attrazione Gardaland introduce un’altra formula, basata sulla rotazione libera delle vetture lungo il percorso. A differenza di un coaster nel quale la sequenza dei movimenti viene percepita sempre nello stesso modo, qui la vettura può cambiare orientamento durante la corsa. Il risultato è una combinazione variabile di curve e cambi di direzione che contribuisce a rendere ogni giro differente. È proprio questa particolarità a collocare Dragon Rush in un punto diverso rispetto alle attrazioni che lo hanno preceduto. Dopo aver sperimentato inversioni, percorsi sospesi, discese e sensazioni di volo, Gardaland propone un’esperienza nella quale anche la rotazione della vettura diventa parte integrante della corsa. E oggi quell’attrazione celebra i suoi cinque milioni di passeggeri.
Una passione che accompagna più generazioni
Al di là dei primati e delle caratteristiche tecniche, c’è un altro aspetto che spiega la longevità delle montagne russe; la loro capacità di entrare nei ricordi delle persone in momenti diversi della vita. “Da oltre cinquant’anni a Gardaland osserviamo come le montagne russe riescano ad accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita: dai bambini che vivono la loro prima esperienza insieme ai genitori, ai ragazzi che cercano nuove emozioni sui coaster più adrenalinici, fino ai gruppi di amici e ai visitatori che desiderano rivivere ancora una volta la stessa esperienza. È questa capacità di creare ricordi condivisi che rende le montagne russe un’esperienza senza tempo”, conclude Alessandra Zanon. Un bambino può affrontare per la prima volta un family coaster, qualche anno dopo scegliere un’attrazione più intensa e, da adulto, tornare al parco per riprovare proprio quella corsa che aveva lasciato un ricordo particolare. È questa continuità a trasformare le montagne russe da semplici attrazioni in esperienze legate alla memoria personale.
Roller Coaster Day per celebrare una storia ancora in movimento
Il Roller Coaster Day, nato negli Stati Uniti per celebrare la storia delle montagne russe, offre quest’anno a Gardaland l’occasione per guardare a un percorso costruito attraverso generazioni di attrazioni. Dal 1985 a oggi sono cambiate le tecnologie, le velocità e le modalità con cui i passeggeri affrontano i tracciati. Ma il principio resta lo stesso, salire a bordo, lasciarsi sorprendere dal percorso e scendere con un’esperienza da ricordare. Il dato con cui Gardaland arriva all’appuntamento del 16 agosto è quello di cinque milioni di passeggeri su Dragon Rush e oltre 266.000 chilometri percorsi dalle sue vetture. Numeri che raccontano il successo di un’attrazione, ma anche la lunga storia di un parco che continua a costruire nuove occasioni per provare, ancora una volta, quella particolare miscela di emozione e divertimento che rende i roller coaster così difficili da dimenticare.
