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Attualità

Docenti israeliani in visita a Reggio Emilia, la Cgil porta la politica nella scuola e chiede di bandirli

Gli insegnanti dovrebbero essere ospiti di Reggio children ma il sindacato si oppone ideologicamente “al di là del merito e dei contenuti della partnership”

Classi variegate e una lezione di civiltà

Da troppo tempo a sinistra si prova a portare la politica anche dentro la scuola per mano dei sindacati, tanto che ora la Cgil sta cercando di impedire che una delegazione di docenti israeliani venga accolta da Reggio Children, come riferisce la Gazzetta di Reggio. Il tutto, dicono, “al di là del merito e dei contenuti della partnership”: viene quindi ammesso che si tratta di una presa di posizione ideologica, che nulla ha a che vedere con le ragioni dell’incontro. I docenti di Israele, a fronte della loro origine, devono essere banditi da ogni luogo democratico di questo Paese, secondo la Cgil.

“Il 3 ottobre 2025, 25mila reggiane e reggiani davano vita a una delle più imponenti manifestazioni degli ultimi cinquant’anni nella nostra città. Si scioperava e si manifestava in solidarietà con la Global Sumud Flottilla e contro il genocidio in corso a Gaza”, si legge nella nota del sindacato. In un altro passaggio, la Cgil scrive: “Mentre milioni di persone fanno i conti con una situazione economica sempre più difficile e con il costo del carburante alle stelle, siamo addirittura arrivati a discutere un Ddl sull’antisemitismo che, per come è stato formulato, rischia di comprimere anche la possibilità di esprimere legittime critiche nei confronti delle politiche del governo Netanyahu”. Secondo la Cgil, “esiste un tema di opportunità e di coerenza con la posizione che Reggio Emilia ha assunto con grande chiarezza nell’ultimo anno. Di fronte a decine di migliaia di vittime innocenti, tra cui un numero drammaticamente elevato di bambini, non possono esistere zone franche”.

Quindi, prosegue la Cgil abdicando a qualunque elemento di buon senso, “chi si rende responsabile di violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario deve essere isolato. Se non si riesce a farlo sul piano politico ed economico, occorre interrogarsi anche sulle responsabilità e sulle relazioni sul piano culturale, diplomatico e istituzionale”. Fa specie che un sindacato, che dovrebbe occuparsi di lavoro, si esponga in questo modo su temi di politica internazionale, arrivando a creare un pregiudizio sui docenti che ogni giorno lavorano con i bambini. Per capire a pieno la gravità della presa di posizione pregiudiziale della Cgil è bene sottolineare che Reggio Children, come si definisce l’organizzazione sui suoi social: “Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine, è riconosciuto dal Comune di Reggio Emilia come soggetto incaricato di promuovere, valorizzare e tutelare l’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali della città”.

Pronta la reazione di Fratelli d’Italia, che con Marta Evangelisti, capogruppo del partito in Regione Emilia-Romagna, sottolinea come sia “sconcertante che la Cgil di Reggio Emilia chieda di annullare la visita di una delegazione di insegnanti israeliani a Reggio Children”, perché “la scuola e l’insegnamento, a maggior ragione, devono essere terreno di incontro e dialogo, non di boicottaggio”. Se davvero “la Cgil, come tutti, vuole costruire la pace, dovrebbe promuovere ponti e non chiudere le porte al confronto con boicottaggi e veti nei confronti di insegnanti che nulla hanno a che fare con la politica. È inoltre particolarmente grave che una simile richiesta arrivi proprio nei giorni in cui si ricorda il terribile massacro del 7 ottobre”. Per questo, conclude Evangelisti, “auspichiamo che Reggio Children mantenga la visita e non si faccia influenzare dalle posizioni sconsiderate della Cgil. Reggio Emilia continui a essere una città capace di ascoltare, confrontarsi e costruire ponti. Chiudere le porte al dialogo è sempre un errore”.

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