Ci sono momenti che non si dimenticano, anche se il tempo passa e lenisce le ferite collettive, con più fatica il dolore dei parenti delle vittime: per loro è come se fosse oggi. Erano le 8 e 10 dell’8 ottobre 2001, poche settimane dopo l’11 settembre, quando un Cessna privato entrò per errore nella pista in cui l’aereo di linea della Scandinavian Airlines stava decollando. Lo schianto contro l’hangar dello smistamento bagagli fu disastroso. Centodiciotto morti e un solo sopravvissuto, l’addetto ai bagagli Pasquale Padovano. Il disastro più grave dell’aviazione civile italiana.
Sono trascorsi venticinque anni da allora e i nomi dei morti risuonano uno dopo l’altro nella basilica di Sant’Ambrogio, nel silenzio pieno di emozione dei presenti. Nelle prime file, al fianco di Padovano, la presidente del Comitato «8 Ottobre» Adele Pesapane Scaroni, coloro che persero allora i loro cari, le autorità militari e civili, tra cui il sindaco Beppe Sala, il prefetto e il questore di Milano, i presidenti di Sea ed Enav, il commissario straordinario di Enac, l’amministratore delegato della Sas, rappresentanti dell’ambasciata di Svezia, Scandinavia, Danimarca e tanti sindaci. «Meraviglioso di Modugno», «Die with a smile» di Lady Gaga, «E non finisce mica il cielo» di Mia Martini arrivano alla fine della Messa celebrata dall’arcivescovo, Mario Delpini. Cantano Manuel Diodato e Jessica Russo mentre su un grande schermo, ai piedi dell’altare maggiore, scorre un suggestivo collage di immagini.
Non solo ricordo. Il Comitato 8 Ottobre, dopo anni di impegno per migliorare la sicurezza aerea, adesso si batte per un altro passo avanti, per garantire l’assistenza, psicologica e materiale ai familiari delle vittime di incidente, su ogni mezzo di trasporto. Dice la presidente: «Come Comitato abbiamo trasformato il nostro dolore in impegno civile e possiamo dire con orgoglio che la cultura della sicurezza è migliorata: questa è la più bella vittoria, così come l’attenzione ai giovani e il fatto che l’8 ottobre sia una data simbolica per l’Italia intera, con la Giornata nazionale Per non dimenticare». Il documentario «La memoria e il debito» di Francesca La Mantia e Massimiliano Napoli ricostruisce la tragedia e rende onore alle vittime, nonostante la mancanza di sostegno da enti e istituzioni. Con uno sguardo al futuro l’omelia dell’arcivescovo. «Forse i morti di Linate hanno un messaggio, forse sono un simbolo che ci incoraggia» dice Delpini. «A me sembra che dicano anche a noi oggi: alzate il capo!. Continuate il nostro viaggio, portate a compimento la vostra vita anche per noi, a nome nostro».
