Nel saluto romano a Sergio Ramelli non c’è reato. La procura di Milano, guidata da Marcello Viola con il pm Alessandro Gobbis, e la gip Rossana Mongiardo hanno disposto l’archiviazione delle accuse verso 18 militanti, stabilendo che in queste “celebrazioni” che si susseguono “da svariati anni” a Milano “mai si sono potuti fondatamente individuare degli elementi tali da far ritenere che l’impianto democratico della Repubblica Italiana potesse essere messo concretamente in pericolo in relazione alla possibile ricostituzione del partito fascista”.
Cade così l’impianto accusatorio basato su tesi ideologiche “antifasciste”. Il provvedimento recepisce le indicazioni della Cassazione sul “pericolo di ricostituzione” del partito fascista e chiarisce che il “saluto romano” in questo contesto non è un “gesto che esprime un’ideologia di intolleranza e discriminazione”, ma è “riconducibile piuttosto all’intento di ricordare la memoria di un ragazzo” che espresse “il proprio pensiero politico”, morto per un “brutale omicidio” commesso da “gruppi politici antagonisti che mal avevano sopportato la messa in discussione espressa da Ramelli in un tema svolto a scuola con riguardo alla loro ideologia”. Questo rappresenta un “dettaglio” non “di secondaria importanza” per “escludere la rilevanza penale” del corteo, anche in virtù del fatto che si ricordava “non un leader di partito o movimento, ma un giovane ragazzo appena iscritto al Fronte della Gioventù”.
I gesti posti in essere durante la chiamata del presente, si spiega, sono stati compiuti da un giovane che “espresse il proprio pensiero politico in un momento difficile e altamente conflittuale per la storia della Repubblica italiana”. Si tratta di un pronunciamento che mette finalmente ordine rispetto alla giurisprudenza e ridà piena dignità alla memoria di Sergio Ramelli, contro le strumentalizzazioni e criminalizzazioni fuori luogo che la sinistra da anni porta avanti e che delegittimano un ragazzo massacrato per le sue idee. Mai nei cortei per Ramelli si sono registrate tensioni o provocazioni da parte di chi ha scelto di parteciparvi, così come mai ci sono state violenze da parte di quelli che, a sinistra, vengono considerati il male assoluto.
