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Attualità

FS, investimenti record per fare crescere il Paese

Grandi opere, innovazione tecnologica e manutenzione. Oltre 1.300 i cantieri attivi ogni giorno per ammodernare la rete ferroviaria

FS, treni più puntuali nel 2025

L’estate 2026 rappresenta uno dei momenti più intensi per la trasformazione della rete ferroviaria italiana. Ogni giorno sono attivi oltre 1.300 cantieri tra grandi opere infrastrutturali, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di ammodernamento tecnologico che interessano l’intero territorio nazionale. Dietro le difficoltà inevitabili che accompagnano i lavori, si muove un piano di investimenti che sta ridisegnando la mobilità del Paese, con 11,6 miliardi di euro investiti nel solo 2025 e un’accelerazione resa possibile anche dalle risorse del Pnrr. Per Rete Ferroviaria Italiana si tratta del più elevato livello di investimenti mai registrato. Un impegno che si traduce non soltanto nella realizzazione di nuove infrastrutture ma anche nel rafforzamento della rete esistente, con l’obiettivo di renderla più moderna, resiliente e capace di rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. L’impatto del piano infrastrutturale va ben oltre il settore ferroviario. Gli interventi realizzati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e un contributo di 8,6 miliardi di euro al Pil, sostenendo inoltre circa 112mila posti di lavoro lungo le filiere coinvolte. Numeri che confermano il ruolo del Gruppo FS quale principale investitore infrastrutturale del Paese.

Un contributo decisivo arriva anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I 25 miliardi di euro assegnati al Gruppo FS hanno consentito di raggiungere tutti i target previsti dal Piano attraverso le principali società operative del Gruppo. Una spinta che ha permesso di imprimere un’accelerazione ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete ferroviaria.

La strategia infrastrutturale punta in particolare allo sviluppo delle nuove linee ad Alta velocità e Alta capacità, con l’obiettivo di aumentare del 30% la popolazione raggiunta dai collegamenti veloci, rafforzando al tempo stesso le connessioni con porti, aeroporti e terminal logistici. Parallelamente prosegue il percorso di digitalizzazione della rete e di adeguamento delle infrastrutture alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Entro la fine del 2026 sarà attivato il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole, intervento che consentirà di separare i flussi del traffico metropolitano e regionale da quelli a lunga percorrenza, incrementando capacità e regolarità del servizio. Sempre nel corso dell’anno, a Roma si concluderà la prima fase dei lavori della fermata Pigneto, destinata a diventare uno dei principali punti di interscambio urbano della Capitale, mentre Palermo vedrà l’attivazione della tratta Giachery-Politeama.

Un piano di investimenti di queste dimensioni richiede inevitabilmente una complessa organizzazione dei cantieri. Oggi sono circa 272mila le interruzioni programmate ogni anno sulla rete ferroviaria nazionale. Il volume degli investimenti di RFI è cresciuto del 49 per cento rispetto al 2023, confermando il Gruppo FS come principale investitore infrastrutturale del Paese. Per limitare l’impatto sui viaggiatori è stato adottato un modello che privilegia interruzioni più lunghe ma concentrate nei periodi di minore traffico ferroviario, consentendo di svolgere contemporaneamente un numero maggiore di attività e di ridurre gli effetti complessivi sulla circolazione. La pianificazione degli interventi estivi è stata definita salvaguardando le principali direttrici della mobilità turistica nazionale. Resteranno infatti percorribili le linee considerate strategiche nel periodo di maggiore affluenza turistica. Una scelta che prova a coniugare l’esigenza di accelerare la realizzazione delle opere con quella di garantire la continuità dei collegamenti lungo le principali direttrici.

Prosegue inoltre la campagna informativa del Gruppo FS sui cantieri programmati per il 2026 nelle stazioni e attraverso i media tradizionali e i canali digitali, anche grazie a una pagina web dedicata.

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