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L’Alta Velocità corre al Nord. I lavori per la Brescia-Verona

L’infrastruttura, che fa parte del Corridoio Mediterraneo della rete TEN -T, è uno degli assi strategici fondamentali per il futuro della mobilità italiana ed europea

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La linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Brescia-Verona è una delle infrastrutture più importanti per il futuro della mobilità italiana ed europea. Stiamo parlando di un tratto ferroviario tra Lombardia e Veneto il cui completamento rafforzerà uno dei principali assi logistici del continente e migliorerà i collegamenti tra i grandi poli industriali del Nord Italia.

L’infrastruttura fa infatti parte del Corridoio Mediterraneo della rete Ten-T (Trans-European Transport Network), uno dei nove corridoi strategici individuati dall’Unione europea per favorire la mobilità di persone e merci. Il corridoio attraversa l’intero continente: collega i porti della Penisola Iberica con l’Europa orientale attraverso il Sud della Francia, il Nord Italia, la Slovenia, la Croazia e l’Ungheria, fino al confine con l’Ucraina. Per questo motivo il collegamento ferroviario Milano-Verona-Padova-Venezia ha un ruolo così centrale: costituisce uno dei principali snodi dell’intero sistema logistico europeo, dal momento che interessa un’area che produce una quota importante del Pil nazionale e concentra alcuni dei più importanti distretti manifatturieri del Paese.

La nuova linea nasce soprattutto per aumentare la capacità complessiva della rete ferroviaria, separando il traffico dei treni veloci da quello regionale e da quello merci. Oggi, infatti, lungo la direttrice Milano-Venezia convivono convogli con velocità e caratteristiche molto diverse, una situazione che limita la frequenza delle corse e rende più complessa la gestione della circolazione. Con la nuova infrastruttura sarà possibile separare i collegamenti del trasporto regionale da quelli ad alta velocità che utilizzeranno il nuovo tracciato, con benefici in termini di puntualità, regolarità del servizio e capacità complessiva del sistema ferroviario.

La tratta Brescia Est-Verona è uno dei segmenti più avanzati dell’intero progetto. Lunga circa 48 chilometri, la linea si sviluppa prevalentemente in affiancamento all’autostrada A4 Milano-Venezia e alla linea ferroviaria convenzionale, attraversando undici comuni distribuiti tra Lombardia e Veneto. La scelta di seguire infrastrutture già esistenti ha consentito di limitare il consumo di nuovo suolo e di ridurre l’impatto sul territorio, pur richiedendo importanti opere ingegneristiche, tra cui gallerie, viadotti, rilevati e numerose opere di connessione con la rete ferroviaria esistente.

Dopo il completamento delle principali opere civili, della posa dell’armamento ferroviario e dell’installazione degli apparati tecnologici, a giugno 2026 è iniziata una delle fasi più delicate dell’intero progetto: le corse prova dei treni lungo tutta la tratta. Si tratta di un passaggio imprescindibile del percorso autorizzativo che precede il collaudo tecnico definitivo e l’entrata in esercizio commerciale. Durante questi test vengono verificati il funzionamento degli impianti tecnologici, dei sistemi di alimentazione elettrica e del segnalamento, oltre alla piena integrazione con il sistema europeo di controllo della marcia dei treni. L’attivazione della linea è prevista nel primo trimestre del 2027, nel rispetto del cronoprogramma stabilito anche in relazione agli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La Brescia-Verona è un tassello fondamentale del completamento della direttrice ferroviaria Milano-Venezia. Insieme alle tratte Milano-Treviglio e Treviglio-Brescia, già operative, consentirà di estendere verso est la rete dell’Alta Velocità italiana. Successivamente entrerà in funzione anche la tratta Verona-Vicenza, in modo da avvicinare ulteriormente il completamento dell’intero collegamento fino a Padova e Venezia.

Dal punto di vista strategico, il progetto rafforza quella che viene comunemente definita la “T” dell’Alta Velocità italiana, cioè l’asse Nord-Sud che attraversa lo Stivale da cima a fondo. Oggi collega Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.

L’estensione verso il Veneto permetterà di connettere al meglio alcuni dei principali poli economici e produttivi italiani. In questo modo migliorerà la competitività del sistema logistico nazionale e offrirà nuove opportunità di sviluppo sia per il trasporto passeggeri sia per quello merci. La disponibilità di una rete ferroviaria più performante potrà favorire anche uno spostamento di quote di traffico dalla strada alla ferrovia, contribuendo agli obiettivi europei di decarbonizzazione e di riduzione delle emissioni del settore dei trasporti.

L’investimento complessivo per la realizzazione della tratta Brescia-Verona ammonta a circa 3,2 miliardi di euro, finanziati anche con risorse del Pnrr. L’avanzamento dei lavori ha superato il 90% e ha coinvolto oltre 6 mila persone tra tecnici, ingegneri e maestranze, insieme a più di 800 imprese della filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e della tecnologia ferroviaria.

L’opera ha un valore strategico nella prospettiva della trasformazione della logistica nazionale. Il potenziamento della direttrice ferroviaria consentirà un’offerta più ampia di alternative al trasporto su gomma lungo uno dei territori più industrializzati d’Europa. E in questo modo migliorerà anche l’efficienza nella distribuzione delle merci e la connessione con i mercati europei.

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