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Attualità

I baresi a Bassetti: “Lasci stare il polpo crudo”

L’infettivologo: “Si rischia di morire”. La replica: “Ma noi abbiamo gli anticorpi”

Polpo crudo Bari

Un polpo al cuore. È quello che hanno provato i baresi leggendo le dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti. Il quale ha sentito la necessità di mettere in guardia dall’uso di mangiare il polpo crudo, pratica tradizionale del capoluogo pugliese e diventata virale nell’estate 2026 sui social.

Premessa: il costume di mangiare il cefalopode crudo non nasce certo quest’anno. I baresi da sempre lo mangiano crudo dopo averlo «arricciato», ovvero reso tenero e pronto al consumo con il ripetuto sbattimento e scuotimento. Il pezzo forte della cosiddetta «colazione dei pescatori», che comprende anche cozze, scampi, ricci e tutto quello che il mare offre. Il pesce crudo rappresenta anche la vera risposta barese all’aperitivo «fighetto» alla milanese: in piedi, magari sul molo San Nicola, in un gesto quasi ancestrale di fiducia.

Ma quest’anno i video dei baresi che mangiano i polpi di scoglio sfacciatamente, quasi a scandalizzare la Rete, si sono moltiplicati e Bassetti ha deciso di fare il guastafeste: «Mangiare dei polpi crudi, bagnati nell’acqua di mare - ha scritto - ha due rischi principali: uno è l’Anisakis, un parassita che potrebbe essere presente nel pesce crudo, e l’altro è l’intossicazione batterica da Escherichia coli o da altri microrganismi. Rischiano davvero di rovinare la salute. E non è soltanto un problema di gastroenterite. Se si prende l’Anisakis, si rischia di morire».

Ecco, morire per un polpo, morire per una tradizione secolare, è l’ultima cosa che possa venire in mente ai baresi medi. Che, interrogati, sbeffeggiano le cautele dell’infettivologo tra stupore e ironia. «Io il polpo non solo lo mangio crudo, lo uccido», dice con ostentata crudeltà un signore di una certa età. «Lo mangio sempre e non mi ha mai fatto male, consumo qualcosa di crudo ogni settimana», giura un altro. E se qualcuno ipotizza che «magari Bassetti ha mangiato il polpo surgelato», qualcun altro ha una soluzione genetica: «A noi baresi non fa male perché abbiamo gli anticorpi. Non ci può fare niente». Tra scienza e tradizione è un match equilibrato e nemmeno il polpo Paul sa chi vincerà.

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