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Attualità

In Val di Susa tra disdette e crollo delle prenotazioni

Violenza, distruzione, vie di comunicazione bloccate hanno mandato in tilt il florido settore turistico della valle

Val di Susa, No Tav

«Il danno di immagine provocato dai No Tav al nostro territorio è inestimabile».

È riassunta in questa frase, la preoccupazione degli operatori del turismo della Valle Susa, che nel pieno dell’estate devono fare i conti con le manifestazioni sempre più violente di chi protesta contro l’Alta velocità. Violenza, distruzione, vie di comunicazione bloccate hanno mandato in tilt il florido settore turistico della valle, facendo fioccare disdette e crollare le prenotazioni. Anche ieri non sono mancati i tafferugli contro la polizia che ha identificato tutte le persone che stavano lasciando la valle. Tra loro il consigliere comunale di Giaglione, Franco Olivero Fugera che avrebbe aggredito verbalmente la giornalista di Mediaset Serena Pizzi, intimandole di non effettuare riprese e fotografie. «Finalmente è finita. I giorni del Festival dell’Alta Felicità è un periodo nero per il turismo, come la settimana che lo precede e quella che viene dopo - spiega Giorgio Montabone, presidente dell’Associazione Turin Alps, che riunisce i Consorzi turistici della vallate -. Il calo è stato del 30%.

Grave anche il danno di immagine: una pubblicità negativa che incide in maniera pesante sul nostro territorio». «Riceviamo telefonate di turisti preoccupati - sottolinea Serenella Marcuzzo, albergatrice di Sauxe d’Oulx e presidente del Consorzio turistico Fortour -. Solo online abbiamo registrato un 15% di disdette, soprattutto da turisti italiani. Gli stranieri sembrano essere meno preoccupati».

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