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Attualità

Maya Issa corre in soccorso di Spin Time: la causa ProPal arruolata per difendere l’occupazione

La portavoce degli Studenti Palestinesi difende il “modello” Spin Time. FdI attacca il Comune sull’ipotesi di acquisto dell’immobile con risorse pubbliche

Maya Issa

La regina dei Propal corre in soccorso degli occupanti. Si tratta di Maya Issa, notoriamente un’agitatrice di folle in nome della Palestina, la portavoce del Movimento degli Studenti Palestinesi in Italia che definì il 7 ottobre “resistenza palestinese”. Guai a chiamarlo un massacro da parte dei terroristi di Hamas. Ebbene, ecco che manifesta tutto il suo supporto allo SpinTime, centro sociale occupato da oltre 13 anni, che si estende su una superficie di ben 10 piani. Insomma, dopo il Leoncavallo (Milano) e Askatasuna (Torino) è uno dei prossimi target del Viminale. La ProPal ci tiene a ribadire, mentre viene accolta da applausi e complimenti, che “SpinTime ci parla di una cosa molto semplice: che città vogliamo? Una città fatta di rendita e abbandono, oppure una città che investe nelle persone, nella casa, nella scuola, nella sanità e nel welfare? Per noi la risposta è chiara. SpinTime è una comunità. E difendere questa comunità significa difendere un’idea diversa di città”. Significa quindi difendere un modello totalmente illegale.

“Essere qui come italiana, ma anche come palestinese significa prendere una parola e su quello che è una questione che riguarda molto più di Spin Time, significa parlare di quale città noi vogliamo, di quale società vogliamo costruire e soprattutto da quale parte vogliamo stare”, ha dichiarato al microfono durante la manifestazione. “Perché Spin Time non è semplicemente un edificio occupato, non è un problema di ordine pubblico, non è un pezzo di città da sgomberare. Spin Time è e resterà una comunità. È uno spazio nel quale da anni più di cento famiglie hanno costruito una risposta concreta all’emergenza abitativa, dove si è costruito un welfare dal basso, dove cultura, scuola, solidarietà e mutualismo hanno preso il passo all’abbandono. Spin Time è il luogo che ha ospitato voci della resistenza palestinese” ha proseguito.

Ma purtroppo per lei e per chi, per anni, ha appoggiato ed esaltato questo modello, Spin Time è tecnicamente e legalmente un edificio occupato, al punto che lo Stato, con le tasse di tutti i cittadini, ha dovuto versare 21 milioni di euro alla proprietà e dovrà versarne ancora, se non verrà liberato e restituito ai legittimi proprietari, considerando che in Italia la proprietà privata è ancora tutelata. Quindi sì, lo Spin Time è occupato e va sgomberato. “E allora dobbiamo dirlo con chiarezza: Spin Time rappresenta il modello di città che noi vogliamo! Una città nel quale le risorse vengano messe al servizio delle persone, una città le quali i soldi pubblici vengono investiti nella casa, nella sanità, nella scuola, nei servizi, nel welfare e non nel riarmo! Perché l’abbiamo vista, come anche dopo il 7 ottobre l’Italia ha continuato a mandare armi ad Israele! Noi vogliamo che questi soldi vengano investiti nei nostri quartieri, nella nostra società e non rendersi complici e macchiarsi le mani del sangue del popolo palestinese”, ha concluso.

È chiara ed evidente la strumentalizzazione della causa palestinese anche nella giustificazione di un’occupazione, che diventa presidio politico contro il governo e contro la politica della legalità. Il Comune di Roma da anni simpatizza per questa occupazione, insieme a una fronda della Chiesa, e in queste settimane sono state diverse le concessioni per gli occupanti. “Il Pd romano ha finalmente il merito di dirlo con chiarezza: per loro l’acquisto di Spin time da parte del Comune è una ‘scelta politica’. Una scelta politica che, però, rischia di trasformare un’occupazione abusiva in un precedente da premiare con i soldi dei romani”, è la protesta di Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito nel Lazio, davanti alla possibilità che il palazzone di 10 piani possa essere comprato dal Comune per permettere agli occupanti di proseguire con il loro modello. “Non bastasse questo abominio, parrebbe che il Comune stia puntando ad accelerare la valutazione dell’immobile da parte dell’Agenzia delle Entrate, cercando di ridurre i tempi a circa due mesi, nell’ottica di un suo acquisto. Prima però dell’ennesimo favore a quelli che il sindaco spera siano suoi prossimi e fidati elettori, Gualtieri dovrebbe spiegare ai cittadini perché tanta fretta e, soprattutto, quanto costerà questa operazione”, è la richiesta di Trancassini, che è anche la richiesta di tutti i romani che, nonostanti i problemi che gravano sulla città, rischiano di vedere i propri soldi destinati a quella che è un’attività illegale.

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