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Attualità

Guerriglia al Duomo: sassi, tavoli, sedie e calci agli agenti. Molti feriti e 50 fermati, la metà sono minorenni. Salvini: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato”

Lanci di sedie dei tavolini dei bar contro gli agenti e lancio di petardi e lacrimogeni. Dieci feriti tra le forze dell’ordine

Via Torino. Manifestazione dopo scontri fra polizia e manifestanti di Italia in Piazza. Sabato 17 ottobre 2026. Milano, Italia. (foto Stefano Porta / LaPresse) Demonstration following clashes between police and 'Italia in Piazza' protesters. . Milan, Italy - October 17, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Volevano essere delle manifestazioni contro il caro vita, il costo della benzina e la pressione fiscale. Ma si sono trasformate in guerriglia: Milano ridotta a un campo di battaglia con piazza Duomo assediata da centinaia di giovanissimi vestiti di nero che hanno costretto la polizia ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, fino ad occupare la piazza simbolo della città. Scontri anche a Torino, Bologna e Bergamo, anche qui sassaiole e petardi contro la polizia, anche qui giovanissimi incappucciati.

Immediata la reazione del governo: “Manifestare è un diritto - ha detto la premier Giorgia Meloni - ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione”. Le hanno fatto eco i vicepremier: “È inaccettabile - ha detto Tajani - che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte”. Mentre per Matteo Salvini in piazza c’erano “centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”. Il primo a parlare sul pronte opposto è il sindaco della città più ferita, Giuseppe Sala: “Le ragioni della protesta erano comprensibili.

ITALY-POLITICS-PROTEST-SOCIAL-DEMO A demonstrator kicks back a tear gas canister during clashes with police at an anti-government protest organized by the Italia in Piazza movement, at Piazza Duomo in Milan, on October 17, 2026. Inspired by recent protests in France and Spain, demonstrators are protesting against the rising cost of living, low wages, high rents and public service shortcomings, demanding better living and working conditions. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP) (PIERO CRUCIATTI/AFP)

Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”. Sassaiole, bombe carta, cariche, idranti, lacrimogeni e barricate hanno lasciato dietro di sé un corollaraio, ancora da contabilizzare in via definitiva, di arresti, di denunce, di danni e di feriti. Solo a Milano, almeno quattro feriti tra gli agenti e 20 tra i manifestanti e oltre 50 giovani fermati.

“Sono 25 le persone ferite durante gli scontri che si sono verificati a Milano e trasportate negli ospedali milanesi”. Lo rende noto Areu. “Tra queste - si legge in una nota -, 10 appartengono alle Forze dell’Ordine. I feriti sono stati così suddivisi: 11 all’ospedale Niguarda, 1 alla Clinica Città Studi, 6 al Policlinico, 5 al Fatebenefratelli e 2 all’ospedale San Giuseppe. Nessuno è stato trasportato in codice rosso”.

La metà di loro sono minorenni. Secondo la Polizia, le centinaia di ragazzi inferociti - tanti di origine straniera ma altrettanti italianissimi - sono arrivati auto-organizzandosi dalle periferie, dall’hinterland ma anche da altre province. Senza coordinamento e in piccoli gruppi. Quel che è certo è che hanno preso il sopravvento sulla manifestazione principale, oranizzata da Italia in piazza per protestare contro il carovita e il carocarburanti, mettendo a ferro e fuoco la città e costringendo la polizia prima ad arretrare in attesa di rinforzi, per poi circondare piazza Duomo con una ventina tra ‘cellulari’ e jeep del reparto mobili.

Milano
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Scene da guerra. E ancora in serata un gruppo ha circondato una volante della polizia ma è stato bloccato e fermato. A Torino il corteo, che diversi comitati di cittadini avevano annunciato da giorni come ‘apolitico e apartitico’, è passato rapidamente sotto il controllo dei collettivi antagonisti, dei centri sociali e della galassia Pro Pal, con gli innesti di tantissimi adolescenti delle banlieu. Senza esito sono stati i tentativi degli organizzatori di fargli accantonare le bandiere e di convincerli a non sfilare incappucciati. Uno di loro, Marco Liccione, già animatore delle proteste No Pass ai tempi della pandemia, denuncia di essere stato circondato e picchiato da una quindicina di infiltrati. A Bologna gli scontri si sono concentrati nella zona della stazione, dove un gruppo di ragazzini incappucciati si è staccato dal corteo e ha iniziato a lanciare lanciare fumogeni, bottiglie di vetro, transenn e sassi contro le forze dell’ordine che hanno risposto con gli idranti e lacrimogeni per disperderli.

Al termine di una giornata di guerriglia, restano le piazze ferite, le vetrine distrutte, i tavolini dei bar divelti, l’immagine del falò in piazza Duomo. E la conta dei danni ancora tutta da fare.

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