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Morta di difterite, genitori indagati. Positivo il cuginetto in ospedale

La coppia No Vax non immunizzò la piccola per scelta. Aperto pure un fascicolo civile per valutare la patria potestà. Acquisita la cartella clinica: verifiche su ricovero e dimissioni della bimba

epa12506899 A health worker prepares the diphtheria vaccine during the School Children Immunization Month (BIAS) program at Methodist School, in Banda Aceh, Indonesia, 06 November 2025. School immunization programs are conducted by schools in collaboration with the Public Health Service Center to increase immunity and prevent several infectious diseases, such as diphtheria, tetanus, and whooping cough (pertussis). EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

Omicidio colposo per omissione. È pesante l’accusa della procura di Palermo nei confronti dei genitori della piccola Annarosa Bartolotta, morta giovedì scorso a soli quattro anni per sospetta difterite. I genitori avevano deciso di non vaccinarla con l’esavalente che copre anche la difterite, ritenendo che l’autismo di un cuginetto fosse stato causato proprio dal vaccino. L’iscrizione sul registro degli indagati è un atto dovuto quale garanzia in vista del conferimento dell’incarico ai medici legali che mercoledì prossimo eseguiranno l’autopsia, atto irripetibile. Anche la procura per i minorenni ha aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale. Un dolore che si aggiunge a quello inenarrabile per la perdita della figlia, che la madre addebita «all’incompetenza» dei medici.

Al vaglio degli inquirenti ci sono altri aspetti. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno acquisito la cartella clinica della bambina per ricostruire quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Sono stati sentiti tutti i medici che hanno avuto in cura la piccola Annarosa. Il primo ingresso in ospedale è avvenuto il 13 agosto, ma è stata dimessa con la diagnosi di tonsillite e la raccomandazione ai genitori di tornare in caso di problemi. E così è stato: due giorni dopo la bambina è stata riportata in ospedale, perché non aveva risposto alle cure, e in breve tempo si è registrato un peggioramento. Gli inquirenti devono accertare se la dimissione abbia comportato un aggravamento del quadro clinico e se una profilassi antibiotica contro la difterite somministrata tempestivamente avrebbe aiutato la piccola. Così è stato per il cuginetto di quattro anni che presentava tutti i sintomi della difterite ed è risultato positivo al patogeno. Il bambino è in isolamento e risponde bene alle cure; inoltre sarebbe vaccinato, per cui aveva già gli anticorpi. Tutta la famiglia è stata sottoposta a vaccinazione, compresi i fratellini di Annarosa.

Sotto i riflettori l’intero quartiere Zen, dove vive la famiglia, perché «vi è una credenza popolare - si legge nel provvedimento - secondo cui i bambini, a seguito delle vaccinazioni, diventano autistici e per tale motivo si rifiutano categoricamente di effettuare la vaccinazione obbligatoria ai propri figli». Lo ha riferito agli inquirenti la pediatra che ha registrato difficoltà a fare vaccinare i bambini dello Zen. In questi giorni, dopo la morte di Annarosa, in molti stanno sottoponendosi alla vaccinazione, specie negli ambulatori vicini allo Zen, dove è stato necessario potenziare il numero di medici e anche le scorte di esavalente.

L’Azienda sanitaria provinciale ha avviato un’indagine epidemiologica: si cerca il paziente zero, quello da cui ha avuto inizio la diffusione della difterite che ha contagiato anche il cuginetto di quattro anni. Tra le persone che sono venute in contatto con Annarosa potrebbe esserci un portatore sano che non presenta sintomi.

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