Onorevole Paola Frassinetti, Sottosegretario all’Istruzione, cosa sta succedendo ai ragazzi?
«Vorrei dire che non bisogna generalizzare, incontro tantissimi studenti, da Nord a Sud, dalla periferia al centro e vedo giovani competenti e vivaci, sono la maggioranza. Si notano anche le fragilità dovute alla loro propensione a connettersi agli schermi e a vivere poco le relazioni».
E quanto c’entra questa attitudine con la violenza?
«Non c’entra, la violenza è altro. Gli schermi isolano, illudono, deprimono ma i comportamenti che abbiamo visto riflettono il non rispetto per la cosa pubblica, l’assenza di regole e tanta rabbia. Le radici si ritrovano nelle famiglie e nella mancata integrazione».
Cosa si può fare?
«La salvezza è la scuola. Contattare le famiglie e motivarle a mandare i figli nelle classi. Con il decreto Caivano abbiamo lavorato per contenere la dispersione scolastica che è concentrata sopratutto nel Sud e nelle cinture delle grandi città, abbiamo aumentato il tempo pieno, le strutture sportive, formato gli insegnanti: nel 2025 gli abbandoni scolastici sono scesi dall’11% al 7%. E poi c’è un altro fattore».
Quale?
«L’obbligo dell’apprendimento della lingua italiana. Sembra scontato ma non lo è. E anche in una classe a maggioranza straniera gli studenti scoprono la grande opportunità di capire e capirsi. Abbiamo potenziato anche i corsi per i genitori. Con il coinvolgimento scuole-famiglie si può fare molto».
Chi abbandona la scuola diventa spesso nullafacente.
«Esatto. Con i fondi Pnrr abbiamo potuto rafforzare l’edilizia, 144 interventi per messa in sicurezza e palestre in modo da coinvolgere i più fragili anche in altri orari».
Ieri c’è stato l’anniversario dei piccoli martiri di Gorla, da lei è dipesa la legge in vigore da quest’anno sul giorno del ricordo da celebrare nelle scuole.
«Sì, è per loro e anche per ogni vittima delle guerre. Serviva una legge per far sì che la strage che ha provocato la morte di 184 bambini non fosse dimenticata. Sento ancora dire che Gorla è il nome della stazione della metropolitana».
