Prima Aboubakar Soumahoro, poi Ilaria Salis. Forse Francesca Albanese. E possiamo escludere Sigfrido Ranucci? La domanda, fino a qualche giorno fa, sarebbe sembrata soltanto una provocazione. Oggi un po’ meno. Perché il conduttore di Report il prossimo 9 settembre sarà alla festa di Avs. Ufficialmente per presentare il suo libro. Politicamente, però, il quadro comincia a diventare interessante, anche perchè il sostegno non manca.
Andiamo per gradi. Fratoianni e Bonelli hanno invitato Ranucci alla terza edizione di “Terra!”, la kermesse rossoverde in programma alla Città dell’Altra Economia di Testaccio. Una passerella importante, popolata dai leader del campo largo, tra dibattiti sulle primarie, Elly Schlein, Roberto Gualtieri e persino Jeremy Corbyn. In mezzo a loro ci sarà anche l’uomo del momento, reduce dal caso Lavitola e simbolo della resistenza contro il centrodestra.
Angelo Bonelli prova a spegnere sul nascere qualsiasi suggestione elettorale: Ranucci “viene qui ma solo per presentare il suo libro”. Precisazione legittima, naturalmente. Eppure qualcuno dentro Avs ha già deciso di andare oltre. È Mimmo Lucano, europarlamentare e volto di punta della federazione rossoverde, a lanciare l’endorsement: “Non so se Avs lo candida ma io spero che prima o poi lo farà”, le sue parole ai microfoni del Foglio.
Lucano rivendica anche un rapporto personale con il giornalista: “Alla festa dovrei esserci anch’io e sarò molto contento di abbracciare l’amico Sigfrido”. E quando Il Foglio gli chiede se siano davvero amici, la risposta è altrettanto esplicita: “Sì. Lo sento. Lui ha sempre compreso al volo la mia situazione e la persecuzione giudiziaria per il solo fatto di aver detto, con il vescovo di Locri, che l’immigrazione non è invasione bensì accoglienza”.
Il punto, allora, non è sostenere che la candidatura esista già. Al momento non c’è alcun annuncio, nessuna trattativa ufficiale e nessuna conferma da parte dei vertici di Avs. Ma nella politica italiana le candidature raramente nascono con un comunicato stampa. Prima arrivano gli inviti, poi gli elogi, quindi gli endorsement apparentemente personali. Infine, se il terreno risponde bene, potrebbero spuntare i posti nelle liste bloccate.
Del resto Fratoianni e Bonelli hanno costruito buona parte della propria offerta elettorale proprio sulle candidature simboliche: personaggi capaci di incarnare una battaglia, mobilitare una comunità e trasformare una vicenda personale in una bandiera politica. È accaduto con Soumahoro, con risultati che Avs preferirebbe dimenticare. È accaduto con Ilaria Salis, catapultata dal caso giudiziario ungherese al Parlamento europeo. Lucano, Ilaria Cucchi e altri nomi rispondono alla medesima logica: prima il simbolo, poi il curriculum politico.
Ranucci, da questo punto di vista, sarebbe un profilo quasi perfetto. Ha una notorietà enorme, un pubblico consolidato e una narrazione già pronta: il giornalista d’inchiesta assediato dai potenti e difeso dalla sinistra. Non servirebbe neppure costruire il personaggio, perché da settimane ci stanno pensando talk show, editoriali e appelli pubblici. Avs dovrebbe soltanto offrirgli una casella, anche perchè Pd e M5s nel frattempo lo hanno scaricato.
Lucano non nasconde l’entusiasmo: “Sarebbe un onore, per me, condividere battaglie con un uomo come lui”. E rincara: “Ranucci, per noi, sarebbe un valore aggiunto. Lui è un pericolo per personaggi come La Russa e tutti gli altri legati a sistemi di corruzione”. Accuse e accostamenti che restano interamente a carico dell’europarlamentare, ma che chiariscono quale sarebbe il manifesto elettorale del possibile candidato.
Alle obiezioni sulle inchieste considerate di parte, Lucano risponde senza neppure tentare di salvare l’apparenza della terzietà: “E come potrebbe non esserlo, mi scusi? Chi potrebbe essere dalla parte dei corruttori? Dalla parte dei sistemi di potere, dell’alta finanza, della borghesia, di La Russa? Ranucci ha sempre combattuto tutto questo, come me”.
Ed è probabilmente questa la frase più significativa. Non soltanto perché Lucano arruola politicamente Ranucci, ma perché sembra descrivere Report come parte di una battaglia comune. Ribadiamo: la candidatura al momento resta una suggestione. Ma l’endorsement è arrivato, il palco è stato preparato e il pubblico di riferimento è quello giusto. Ma dopo Soumahoro e la Salis Avs potrebbe davvero provarci anche con Ranucci? L’uscita di Lucano potrebbe essere qualcosa in più di un pensiero stupendo.
