Nella afosa notte milanese c’è un uomo a terra sul ponte della Ghisolfa. Non è l’inizio di un noir, è la realtà purtroppo. Sono passate da poco le 22.30 e su quel ponte non dovrebbe passare perchè alle 22 scatta il divieto. Ma non è questo il punto. É caduto, al suo fianco c’è il motorino su cui viaggiava e che forse ha rubato ma anche questo è un dettaglio. Non si muove, è morto o forse sta morendo. Da un balcone qualcuno col telefonino riprende la scena e dà l’allarme: passa un’auto bianca, rallenta, guarda e se ne va. Ne passa un’altra, sempre bianca, e fa la stessa identica cosa. Arrivano vigili e soccorsi, il cinquantenne viene portato al San Carlo ma per lui non c’è più nulla da fare. Fine. Uomo, donna, italiano, straniero, giovane, vecchio, ricco, povero, ubriaco, «tossico», clandestino, un padre...Boh, poteva essere chiunque ma chissenefrega, meglio tirar dritto ed evitare guai. Farsi i fatti propri prima di tutto, anche davanti ad un uomo a terra che probabilmente è già morto ma forse no. É purtroppo la nuova parola d’ordine e riassume drammaticamente cosa sta diventano Milano ma un po’ tutte le grandi città. Luoghi dove si ha sempre la sensazione che ti possa accadere qualcosa di brutto o comunque di spiacevole. Luoghi dove coscienza e senso civico vengono sempre più calpestati dalla convenienza, dalla paura, dalla voglia di evitare «grane», dove chi non s’impiccia campa cent’anni. Luoghi di diffidenza e di indifferenza che ci portano a sospettare anche di chi ci avvicina magari solo per chiedere un’informazione: «Non ho bisogno di nulla...» si taglia corto. Senza neppure pensare che magari qualche volta ad aver bisogno sono gli altri, sono molti di quelli che facciamo finta di non vedere. E allora che si viaggi in metrò nell’ora di punta, che si camini in centro per fare acquisti, che si rincasi tardi la sera, ci si muove un po’ tutti con lo sguardo fisso sugli schermi degli smartphone dove scorrono le immagini di una vita surrogata, pronti magari a filmarla e a condividerla ma ovviamente ben guardandosi dall’intervenire. Vale per tutti, vale ovunque, anche l’altra notte sul Ponte della Ghisolfa. Vale nella solitudine sempre più diffusa delle grandi città dove si fa fatica a fidarsi, dove i ragazzi ormai si innamorano e si corteggiano solo nelle chat, dove in molti condomini non ci si conosce neppure, dove se in casa una sera manca il sale oppure si è rimasti senza latte se ne fa a meno piuttosto che suonare al vicino. Non si sa mai...

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