Silvio Berlusconi protagonista di un musical sulla sua vita, tra canzoni, corpo di ballo, dialoghi e immagini della sua carriera proiettate su un maxi schermo. Non soltanto un’idea abbozzata, ma un progetto al quale si lavorò per mesi in gran segreto. Titolo provvisorio: “Il principe azzurro”. A raccontare il retroscena all’Adnkronos è Roberto Gasparotti, storico uomo immagine di Berlusconi, che per oltre vent’anni ne ha curato le apparizioni pubbliche, a partire dal celebre video della discesa in campo del 1994.
L’idea sarebbe nata tra il 2014 e il 2015. Berlusconi, che aveva già accarezzato il progetto di raccontare la propria storia attraverso un film autobiografico, pensava a qualcosa di ancora più spettacolare: un grande show musicale sul modello di Broadway, capace di ripercorrere le diverse stagioni della sua vita, dall’imprenditoria alla politica fino agli anni alla guida del Milan. “Il presidente Berlusconi mi confidò l’intenzione di voler fare un musical sulla sua vita”, racconta Gasparotti. Il regista dice di aver ritrovato anche i fogli con gli appunti e le indicazioni ricevute allora dal Cavaliere. La consegna, fin dall’inizio, era una: segretezza assoluta. Berlusconi temeva che una fuga di notizie potesse compromettere il progetto prima ancora che prendesse forma.
Gasparotti iniziò così a muoversi. Contattò un giovane attore-autore e un musicista e cominciò a lavorare alla costruzione dello spettacolo. Fu in quella fase che, insieme a Berlusconi, venne scelto anche il titolo pilota: “Il principe azzurro”. Non mancavano le idee per la messa in scena. Il progetto prevedeva un vero corpo di ballo e una scenografia costruita intorno alla storia personale dell’ex presidente del Consiglio. Mentre attori e ballerini si sarebbero esibiti sul palco, alle loro spalle un maxi schermo avrebbe trasmesso immagini autentiche della vita di Berlusconi, trasformando lo spettacolo in una sorta di autobiografia musicale.
“Berlusconi aveva già la scenografia pronta”, ricorda Gasparotti. E il lavoro, almeno inizialmente, andò avanti davvero: “Lavorammo in gran segreto per mesi, poi non se ne fece più nulla”. Un progetto rimasto nel cassetto, dunque, come il film autobiografico mai distribuito al quale Berlusconi aveva già lavorato, sei ore di girato che si aprivano con una dichiarazione inequivocabile: “Sono Silvio Berlusconi e questa è la mia vita”.
