Il primo semestre del 2026 fotografa una Renault che continua a crescere seguendo una strada diversa rispetto a molti concorrenti. Se le vendite globali del Gruppo restano sostanzialmente stabili, il vero cambiamento riguarda la composizione delle immatricolazioni e la capacità di generare redditività, fedeltà dei clienti e valore nel tempo. Per Ivan Segal, Vice President Global Sales & Operations di Renault, il costruttore francese sta raccogliendo i risultati di una strategia costruita negli ultimi quattro anni e destinata a consolidarsi ulteriormente con i numerosi lanci previsti nella seconda parte del 2026.
L'elettrico cresce senza penalizzare i modelli tradizionali
Uno dei messaggi più importanti lanciati da Segal durante la presentazione dei risultati commerciali riguarda la convivenza tra motorizzazioni tradizionali, full hybrid ed elettriche. Secondo il manager, Renault ha dimostrato che l'arrivo della Renault 5 E-Tech Electric non ha sottratto clienti alla Clio, ma ha consentito di intercettare un pubblico completamente nuovo. È la dimostrazione concreta della strategia che si basa su due pilastri, cioè lo sviluppo parallelo di modelli 100% elettrici e full hybrid, così da rispondere alle diverse esigenze dei mercati europei. Il dirigente ha spiegato che il segmento delle utilitarie elettriche è ancora nelle sue fasi iniziali e che Renault 4 E-Tech Electric contribuirà ad ampliarne ulteriormente il bacino di utenza, sostenendo una crescita destinata a proseguire nei prossimi anni. Questa impostazione trova riscontro anche nei numeri. Nel primo semestre ben il 66,3% delle autovetture Renault vendute in Europa è rappresentato da modelli elettrificati, mentre le vendite delle vetture completamente elettriche sono aumentate del 63,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. I modelli a batteria rappresentano ormai il 26,6% delle vendite europee del marchio, consentendo a Renault di conquistare una quota del 6,5% nel mercato BEV europeo e di confermarsi tra i principali protagonisti della transizione energetica.
Qualità delle vendite e valore residuo prima dei grandi numeri
Segal ha ribadito più volte che Renault non misura il proprio successo soltanto dal numero di vetture immatricolate. Il vero indicatore è la qualità delle vendite, con particolare attenzione al canale retail, cioè quello destinato ai clienti privati, ritenuto il più profittevole per la rete commerciale e per il costruttore. Secondo il dirigente, vendere più auto direttamente ai clienti finali permette non soltanto di aumentare i margini, ma anche di sostenere il valore residuo delle vetture nel tempo. Per questo Renault ha deciso deliberatamente di ridurre la presenza nei canali meno redditizi, come il noleggio a breve termine e le auto dimostrative, evitando un eccesso di usato sul mercato che potrebbe deprimere le quotazioni. Una scelta che ha portato il valore residuo medio delle Renault al 53,4%, circa cinque punti superiore rispetto ai principali competitor europei. Parallelamente, il retail europeo cresce del 15%, mentre il Gruppo mantiene stabile la presenza nelle flotte aziendali, limitando invece il ricorso alle immatricolazioni tattiche. Segal ha inoltre sottolineato l'importanza dei programmi finanziari Renault Financial Services, che oggi raggiungono una penetrazione del 42,6% tra retail e flotte. Attraverso formule come il PCP, Renault riesce infatti a riportare le vetture nella propria rete commerciale al termine del contratto, valorizzandone la seconda vita e mantenendo un rapporto continuativo con il cliente.
Veicoli commerciali e mercati internazionali trainano la seconda fase della crescita
Accanto alle autovetture, Renault continua a rafforzare anche il comparto dei veicoli commerciali leggeri, che rappresenta uno degli asset più redditizi del Gruppo. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati venduti 135.700 LCV in Europa, con una crescita dell'11,7%, ben superiore a quella del mercato (+2,1%). Renault mantiene così il secondo posto europeo nel segmento grazie a Kangoo, Trafic e soprattutto Master, mentre le vendite dei veicoli commerciali elettrici aumentano del 48%, anticipando una nuova offensiva elettrica dedicata alle flotte professionali. Anche fuori dall'Europa il marchio continua a rafforzarsi. Segal ha ricordato come la Turchia sia ormai il secondo mercato mondiale Renault dopo la Francia, con una crescita superiore al 25%, mentre Brasile, India, Messico e Marocco stanno beneficiando del lancio dei nuovi modelli della gamma internazionale. L'offensiva proseguirà nel secondo semestre con l'espansione commerciale di Boreal, Niagara e delle nuove motorizzazioni destinate ai mercati emergenti.
La fiducia per il secondo semestre passa da Twingo, Renault 4 e dall'espansione della gamma
Guardando ai prossimi mesi, Segal si è mostrato particolarmente ottimista. Il manager ha evidenziato come gli ordini della Twingo E-Tech Electric stiano registrando un avvio molto positivo, mentre Renault 4 continuerà ad ampliare la propria diffusione grazie anche alla versione Plein Sud con tetto apribile in tela. A questi si aggiungeranno l'evoluzione della Mégane, il proseguimento del lancio internazionale della nuova Clio e l'arrivo del Trafic Van E-Tech Electric, destinato a rafforzare ulteriormente la presenza Renault tra i veicoli commerciali elettrici.
Per Segal il contesto competitivo resta complesso, tra nuovi costruttori, evoluzione della domanda e trasformazione del mix energetico, ma Renault ritiene di avere oggi una gamma sufficientemente ampia, una capacità produttiva adeguata e un modello commerciale capace di sostenere una crescita graduale, profittevole e duratura, senza sacrificare la redditività sull'altare dei volumi.
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