FoggiaUn omicidio annunciato. Attraverso un messaggio sms che lassassino ha inviato alla vittima la sera prima: «Vengo, ti ammazzo e poi mi tolgo la vita», ha scritto Vito Consoli, 53 anni, che ieri ha raggiunto lex moglie e lha uccisa con cinque colpi di pistola. Per la donna, Mariangela Catalano, 51 anni, non cè stato niente da fare; lassassino prima è fuggito pensando di suicidarsi, poi è stato contattato telefonicamente da un commissario di polizia che lo ha convinto a desistere e a consegnare larma. Alla fine, dopo una drammatica trattativa, è stato arrestato: così si è conclusa una giornata di terrore vissuta a Foggia, una tragedia innescata da un matrimonio fallito e dalla montagna di debiti di gioco che hanno spinto il 53enne a premere il grilletto con lucida ferocia.
La vittima era una dipendente della direzione sanitaria degli Ospedali Riuniti.
Sul suo telefono cellulare la sera prima è apparso il messaggio con le minacce dellex marito, ma la donna, che dopo la separazione viveva con le tre figlie, ha deciso comunque di andare al lavoro. Lassassino la pedinava e quando lha vista si è affiancato e ha aperto il fuoco. Più volte, una serie di colpi che hanno sparso terrore e morte. Cinque pallottole hanno raggiunto Catalano al volto e alle braccia: si è accasciata sul volante della macchina, che ha proseguito la corsa ed è finita contro un semaforo. In un primo momento i soccorritori del 118 hanno pensato a un incidente stradale; poi, quando la donna è stata tirata fuori dallabitacolo, è venuta fuori la storia di un omicidio compiuto secondo un folle copione criminale. Consoli si è allontanato, ha imboccato la strada provinciale per Troia, ha telefonato a un nipote. Nello stesso tempo la polizia ha avviato indagini e sono scattate le ricerche. Il dirigente del nucleo volanti della questura, Maurizio Galeazzi, si è procurato il numero di cellulare e ha chiamato il 53enne. Lassassino ha risposto, gridava e piangeva: «Ora mi ammazzo, mi hanno lasciato, mi hanno abbandonato, nessuno mi vuole bene», urlava in preda al panico. Il poliziotto è riuscito a calmarlo, gli ha parlato delle tre figlie, gli ha detto che lex moglie non era morta ma ferita gravemente. E lui ha deciso di abbandonare lultimo capitolo del folle piano e ha scelto di rinunciare al suicidio: si è fermato, è sceso dallauto, ha appoggiato la pistola sul tettuccio della macchina e si è consegnato agli agenti. Consoli e la moglie si erano lasciati da circa un anno. Il 53enne, originario di Catania, invalido civile dopo un infortunio sul lavoro che lo costringeva a camminare con le stampelle, era tornato in Sicilia.
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