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Lavitola smentisce l’“amico” Ranucci. “Lui e Tavares si conoscevano”

Prima il faccendiere aveva negato. Ma il suo factotum probabilmente aveva visto la casa del conduttore di Report

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Tavares e Ranucci si conoscevano? Il conduttore ha sempre negato di aver incrociato il camerunense (il factotum di Lavitola, colui che avrebbe assoldato la banda dei quattro esecutori materiali). Ma proprio Lavitola ha parlato nuovamente con Il Giornale, per il secondo giorno consecutivo, e sembra riferire il contrario: «Credo che a malapena lo abbia visto qualche volta al ristorante». Per poi aggiungere: «Ma se Tavares parlava con Sigfrido cinque minuti non ci sarebbe stato nulla di scandaloso e te lo avrei detto, può darsi che lo abbia salutato, o che ci ha scambiato qualche parola». Ranucci era il primo a escludere contatti con il camerunense, Lavitola anche. Ora siamo passati al forse. E noi avevamo scritto fin dall’inizio un dettaglio: i due amici fraterni, Ranucci e Lavitola, avrebbero nominato il factotum nelle loro conversazioni pre ottobre 2025, data dell’attentato avvenuto a Pomezia sotto casa del conduttore.

A quest’ultimo, il 24 luglio abbiamo provato a chiedere se fosse proprio certo di non aver mai parlato di Tavares o con

Tavares. Nessuna risposta. Anche se provare a sondare nuovamente il suo punto di vista alla luce delle novità investigative e giornalistiche sarebbe stato utile soprattutto alla luce di una data, il 10 ottobre 2025. Si tratta del giorno in cui almeno tre degli esecutori materiali dell’azione dinamitarda si sono recati sotto l’abitazione del volto Rai per il sopralluogo decisivo. E lo hanno fatto utilizzando la macchina del suocero di Tavares, una Renault del padre di Gelsomina Tuorto, la sua compagna. Per il camerunense la casa di Ranucci non sarebbe stato un indirizzo sconosciuto. Si è mosso con estrema disinvoltura e il giorno dopo il sopralluogo il suo cellulare avrebbe agganciato (dopo averlo tenuto spento per tutta la notte) proprio la cella di Monteverde, dove ha sede il famoso Cefalù Bistrot.

Dettagli che potrebbero aprire scenari utili a spiegare bene eventuali collegamenti tra Tavares e Ranucci. Poi, ieri, abbiamo ricostruito la pista del carbon credit: Ranucci avrebbe instradato il faccendiere su come agire per il suo investimento. «Io devo a Sigfrido il fatto che non ho fatto un errore con il carbon

credit, perché lui mi ha aiutato a non ficcarmi in un pasticcio. Ranucci è stato utilissimo perché, avendo fatto un’indagine, mi spinse su quella cosa delle comunità locali». E a portare avanti quel progetto per conto di Lavitola, ci sarebbe Tavares che è in Camerun dal mese di aprile. La Procura è al lavoro per stabilire i vari livelli di conoscenza e confidenza. E c’è una certezza da consolidare: il factotum di Lavitola conosceva bene l’abitazione di Mr Report? E, soprattutto, sapeva che quella sera Ranucci sarebbe rientrato a Pomezia? Non è un dettaglio marginale. Lo stesso Ranucci, in commissione Antimafia, rispondendo a una domanda, si è detto sorpreso: le informazioni sul rientro a casa a Pomezia erano di esclusiva conoscenza del capo scorta. Ma chi altro era al corrente dei suoi spostamenti?

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