India in manovra sul Global Combat Air Programme (GCAP), il programma per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione condotto da Italia, Giappone e Uk. E attualmente l’unico per un nuovo aereo da combattimento che coinvolga nazioni europee, dopo il tramonto dell’GCAS: il progetto franco-spagnolo-tedesco. Secondo la stampa specializzata, l’India ha acquistato lo status di partner che autorizza l’autorità indiana al dialogo con i tre Paesi sui requisiti di sicurezza, le sue future capacità di combattimento aereo e le sue possibilità di cooperazione industriale. Non significa che possa automaticamente entrare nel programma, ma qualcosa si muove. D’altra parte, alla corte del Gcap c’è una lunga lista di pretendenti che i tre protagonisti stanno accuratamente selezionando: da una parte l’ingresso di un nuovo partner comporta un rallentamento per il programma, dall’altro, l’Italia tiene a conservare (con Leonardo) lo status di leadership acquisito.
Il 21 luglio, al salone londinese Farnborough Airshow, Italia, Giappone e Regno Unito avevano accolto con favore l’adesione di un altro Paese, il Canada, in qualità di osservatore del Gcap. Una dichiarazione congiunta diffusa al termine di un incontro a Londra tra il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, l’omologo giapponese, Shinjiro Koizumi, il segretario di Stato britannico per la Difesa, Wes Streeting, e il ministro della Difesa nazionale canadese, David McGuinty, aveva suggellato la partecipazione di Ottawa come osservatore. Per ora, dunque, la Germania resta alla finestra con le sue velleità: Berlino vuole partecipare a condizione di ottenere un ruolo industriale e decisionale proporzionato al proprio contributo al programma.
Nel campo della Difesa è però emerso ieri che l’obiettivo del 3% di spesa per la difesa sul Pil nel 2030 in Gran Bretagna sarebbe a rischio. Proprio mentre l’Europa continua ad avere difficoltà nel governare programmi multinazionali complessi, il Financial Times ha scritto che il Cancelliere dello Scacchiere John Healey nominato a luglio si concentrerà sul colmare un deficit di finanziamento per gli equipaggiamenti militari di quasi 5 miliardi di sterline frutto delle decisioni del precedente governo, mentre decisioni su un aumento della spesa per la difesa saranno rinviate al prossimo anno. La stessa fonte riporta che verrà definito un percorso chiaro per raggiungere l’obiettivo Nato del 3,5% entro il 2035 (che secondo stime di fonte indipendente implicherebbe un aumento della spesa di 25 miliardi di sterline) e verrà fissata una data per il raggiungimento del 3 percento.
