Una serie di mini-reattori da costruire in Europa, dal valore di decine di miliardi, con un primo impianto in Italia da realizzare entro il 2035. A una settimana dall’approvazione della legge delega sul nucleare, si accende la corsa al nuovo atomo con Edison, Edf e la controllata Nuward, dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione della tecnologia small modular reactor (Smr).
Foro Bonaparte ha annunciato che il progetto - nato nel giugno 2026 - prevede la costruzione dei primi impianti dal 2030 e si basa sulla collaborazione delle tre società, puntando a creare una filiera europea ad hoc che fa leva su quella industriale italiana. I nuovi mini-reattori made in Ue sono destinati al mercato europeo, italiano e francese in particolare. E, in un secondo momento, potenzialmente, saranno disponibili per i mercati globali.
L’impegno oggi entra nella fase operativa e i player industriali saranno coinvolti già in quella di progettazione. Assieme alle rinnovabili, i mini-reattori Nuward concorreranno a realizzare gli obiettivi della transizione energetica, italiani ed europei. In modo da aumentare sicurezza, indipendenza energetica e competitività. Alla base c’è una partnership paritetica Francia-Italia (che può essere estesa ad altri Paesi Ue).
«Il momento è opportuno per dire a che punto è la tecnologia nucleare di Nuward che Edf sta sviluppando da qualche tempo», ha detto l’ad Nicola Monti spiegando
che, come Edison, «siamo molto impegnati sul fronte dello sviluppo delle fonti rinnovabili. La copertura al momento è al 50% e potrà arrivare all’80%Tuttavia, il sistema ha bisogno di una quota programmabile. E su questa linea che si innesta il percorso del nucleare in Italia. Fin da quando si è insediato questo governo abbiamo iniziato a ragionare su questa strada. E abbiamo la fortuna di far parte di un gruppo che ha sviluppato la tecnologia dei reattori di piccole dimensioni, ovvero gli Smr»
