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Auto, sempre più cinesi in Europa. E Gwm produrrà in Bulgaria

A Milano lo stato maggiore del gruppo ha presentato piani e strategie nel Vecchio continente. Lo stabilimento al via nel 2027 con una capacità iniziale di 50mila vetture l’anno. “Ora 5” sarà il primo modello per il mercato. Da Baoding è l’italiano Michele Scotti a guidare l’ingegnerizzazione di tutti i powertrain del colosso

GWM crash test
GWM crash test

“Un’auto che funziona bene in Cina non soddisfa automaticamente ogni aspettativa europea. Sviluppare per l’Europa significa capire come si guida qui, dalle autostrade tedesche alle strade di montagna italiane”. E ancora: “Localizzare non significa adattare i prodotti al mercato, ma inserire le esigenze del mercato nel Dna del prodotto. Non vogliamo soltanto vendere automobili in Europa: vogliamo diventarne parte”. Con queste parole, Thomas Schemera, Eu Product General Manager, e Nicole Wu, Chief Technology Officer di Gwm (Great Wall Motors), hanno spiegato la strategia che il colosso cinese ha deciso di adottare per allargare il business, al pari dei diretti concorrenti di Pechino, nel mercato europeo. Frasi che fanno intendere come il Dragone abbia capito fin da subito il modo per fare breccia nelle preferenze dei consumatori occidentali, guardando cioè alle loro necessità e offrendo un ricco ventaglio di prodotti: dall’elettrico al termico passando per le alimentazioni ibride. Un aspetto, questo, che solo da poco i costruttori occidentali, alle prese con una pesante crisi dopo aver sposato l’ideologia di Bruxelles, hanno compreso.

Prosegue, dunque, l’avanzata del Dragone nel Vecchio continente tra esportazioni di ogni genere (non solo auto elettriche e ibride plug-in, per le quali, guardando a queste ultime, si attende il via al dimezzamento concordato tra le parti), ma anche attraverso insediamenti produttivi. E Gwm ha scelto proprio Milano per annunciare i suoi piani produttivi in Bulgaria con almeno 10 novità e derivati nei prossimi due anni. Attraverso la società Bulgarian Automotive Industry (Bai), Gwm costruirà nel Paese il suo primo modello europeo, “Ora 5”, con una capacità pianificata di 50mila unità l’anno e l’avvio della produzione nel primo trimestre 2027.

L’impianto è ubicato a Bahovitsa, vicino alla città di Lovech. La famiglia “Ora 5” si allargherà a Suv, vetture a due volumi e station wagon.“Per noi - è stato sottolineato a Milano - significa produrre vicino alla domanda invece di importare”.Il gruppo prevede, in prospettiva, poli industriali integrati in Europa per veicoli e componenti, da ampliare insieme alla gamma. Sul fronte commerciale sono state avviate filiali in Italia, Spagna e Paesi Bassi e presto anche in Francia e in altri mercati.Dal 2021, inoltre (e non è l’unico caso tra i cinesi in Europa, guardando anche ai Centri stile) il Centro di ricerca e sviluppo è attivo a Monaco di Baviera.

Da registrare, inoltre, la presenza nel quartier generale di Baoding dell’italiano Michele Scotti a capo dell’ingegnerizzazione di tutti i powertrain del gruppo.Gwm mira a raddoppiare le vendite globali all’estero raggiungendo 1 milione di veicoli entro la fine del decennio e punta a un ambizioso traguardo produttivo europeo fino a 300mila auto l’anno entro il 2029. “Per i partner commerciali - il messaggio lanciato - Gwm porta riduzione dei costi e miglioramenti dell’efficienza; per i clienti, il tutto si traduce in costi di proprietà e manutenzione più bassi, trasformando i vantaggi tecnologici in valore tangibile che si può davvero percepire”.

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