Il rilancio di Poste su Tim parte con il favore del mercato. Dopo l’aumento di 0,3 euro per azione dell’Opas, che ha portato l’offerta a riallinearsi al prezzo di Borsa e ad azzerare lo sconto, le adesioni hanno raggiunto il 7,15% (6,15% fino a lunedì scorso) e Piazza Affari ha premiato entrambi i titoli: Tim ha chiuso la seduta in rialzo del 2,9%, mentre Poste ha guadagnato lo 0,5%. Numeri che sembrano dare sostanza alla nuova proposta del gruppo guidato da Matteo Del Fante, definita dagli analisti di Intermonte e Kepler Cheuvreux una «mossa pragmatica», che testimonia la «determinazione» di Poste a «concludere positivamente» l’offerta, anche trasferendo un po’ più di valore agli azionisti Tim in cambio di «una struttura azionaria più pulita». Una semplificazione che, secondo gli analisti, può «massimizzare la possibilità di estrarre sinergie, semplificare la governance e accelerare l’integrazione della piattaforma».
È dentro questa cornice, finanziaria ma anche industriale, che si inserisce il messaggio arrivato dal convegno della Lega «A Tua Difesa - Verso la finanziaria 2027», dove Del Fante e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno ribadito la portata dell’operazione. «La vicenda di Tim ha ripreso un altro respiro e adesso con l’operazione che è stata lanciata dà una visione in un settore tecnologicamente fondamentale per lo sviluppo dell’economia», ha detto il titolare del Tesoro.
Del Fante ha invece scelto di rivolgersi direttamente agli azionisti di Tim, mettendo sul piatto la prospettiva di un investimento meno esposto alle sole dinamiche del settore telefonico e, soprattutto, quella del ritorno al dividendo. L’Opas, ha spiegato, «vuol dire due cose: non essere più azionisti di una quotata che fa solo tlc, e che in passato ha visto il titolo passare da 5 euro a 22 centesimi, e magari rientrare in un gruppo che negli ultimi nove anni ha quintuplicato il valore per i propri azionisti». Da qui, secondo l’ad di Poste, «c’è una riduzione del rischio del proprio investimento e la possibilità di tornare ad essere pagato in maniera abbastanza sicura un dividendo nei prossimi anni».
Non solo rendimento e rischio, però. Per Del Fante l’operazione può diventare la base per un progetto industriale di dimensione europea. «Potremmo tornare a dire che l’Italia ha un operatore che accompagna il Paese nella transizione digitale e nella transizione dell’intelligenza artificiale», ha sottolineato, aggiungendo che, «se ci saranno opportunità fuori dall’Italia e quindi se c’è un processo di consolidamento europeo possiamo sederci al tavolo e valutare se c’è una opportunità anche per noi». Una prospettiva totalmente diversa rispetto al recente passato.
