Negli ultimi mesi, dall’inizio delle tensioni in Medioriente, le società aeree si sono trovate di fronte a un costo stellare per quanto riguarda i carburanti, ma ora la situazione potrebbe cambiare.
L’idea nasce in Australia e si prepara per diventare realtà grazie all’apporto di Nextchem (parte del gruppo Maire). Nextchem infatti, tramite la propria controllata MyRechemical, si è aggiudicata da SKY Renewables Burdekin Pty Ltd, società australiana focalizzata sulla produzione di sustainable aviation fuel (Saf), la licenza
tecnologica, il processo di design del prodotto e i servizi di ingegneria per la parte relativa al syngas del Project Lion.
In pratica il progetto, che verrà sviluppato nel North Queensland, punta a sfruttare in modo diverso i residui della lavorazione dello zucchero, nello specifico di quello di canna. In passato questo scarto era stato utilizzato per produrre biometano, mentre SKY Renewables Burdekin ha ideato una lavorazione che lo rende carburante «verde» per l’aviazione civile, ovvero il Saf. Il progetto utilizzerà
residui di canna da zucchero disponibili localmente come materia prima per produrre gas di sintesi (syngas), che verrà poi convertito in Saf e diesel rinnovabile mediante soluzioni di terze parti. Una volta raggiunta la piena capacità operativa, Project Lion ha il potenziale di produrre fino a 125mila tonnellate all’anno di Saf, circa un quarto del fabbisogno annuale di Ita Airways.
