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Aziende

Del Vecchio jr: “Ho onorato papà”

Leonardo Maria: “Riassetto Delfin previsto nel testamento ma me l’hanno impedito. Sui debiti calcoli errati, sempre pagati”

Leonardo Maria Del Vecchio, LMDV Capital, in occasione della firma del progetto ‘Finalmente casa! Rigenerazione urbana e housing sociale a Roma”. Roma, Venerdì 20 Marzo 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse) Leonardo Maria Del Vecchio, LMDV Capital, on the occasion of the signing of the project "Finally a Home! Urban Regeneration and Social Housing in Rome." Rome, Friday March 20 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Prosegue l’offensiva di Leonardo Maria Del Vecchio. Il patron di Lmdv Capital, liberatosi dal fardello degli incarichi operativi, rivendica di essersi battuto perché fosse rispettato il testamento del padre, il fondatore di Luxottica. Il documento, spiega Del Vecchio jr al settimanale Chi, «prevedeva diverse fasi, l’ultima delle quali era proprio l’opportunità di comprare quote di altri azionisti per avere una direzione unitaria e senza scontri». L’imprenditore è tornato anche sulla vicenda della trattativa saltata per rilevare le quote in Delfin da Luca e Paola, per la quale era pronto a chiudere per un maxi-finanziamento da un pool di banche. «Ho provato a chiudere la trattativa per tre volte, e per tre volte non ci sono riuscito. Non me l’hanno fatto fare. Dopo quattro anni posso dire di aver mantenuto la promessa che ho fatto a mio padre. Perché più di così, più di indebitarmi per 10 miliardi, non potevo fare. E ci avrebbero guadagnato tutti in ogni caso».

Uno degli effetti della mancata conclusione dell’affare, saltato per la decisione del cda di Delfin di non concere la lettera di patronage per il finanziamento, è la richiesta di una penale da 500 milioni da parte di Luca e Paola. Una questione però che sarà al centro di un arbitrato internazionale che dovrebbe durare 18 mesi e coinvolgere i tre fratelli. Salvo non ci si accordi prima per una cifra che potrebbe essere anche di molto inferiore.

Nella giornata di ieri, intanto, Lmdv è intervenuta per fare chiarezza sulla questione del presunto indebitamento per 1,3 miliardi di Leonardo Maria. Riferendosi ai vari articoli comparsi sulla stampa, Lmdv Capital precisa che «il debito personale e il debito societario sono grandezze diverse, si misurano su basi diverse e non sono sommabili. Da questa confusione dipende gran parte delle ricostruzioni circolate». Sul piano personale, «Leonardo Maria Del Vecchio dispone di affidamenti nell’ordine di 500 milioni (a fronte di un patrimonio di 6 miliardi, ndr) presso primari istituti bancari». Sul piano societario, «il debito è contratto dalle società operative, ciascuna sulla base della propria capacità di servizio e dei propri attivi. Tra queste, Lmdv Capital - family office di Leonardo Maria Del Vecchio - è titolare di un finanziamento concesso da CA Indosuez». Il totale è di 950 milioni. A oggi, «non risulta alcuna posizione scaduta e non onorata», rimarca la nota. La società fa inoltre notare come alcune voci vengano impropriamente definite «debito», quando si tratta di «lombardizzazione»: si ottiene liquidità dando in garanzia titoli già posseduti, senza venderli. È patrimonio resoliquido, non un debito da ripagare».

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