Una risorsa di gas stimata in oltre 85 miliardi di metri cubi nel Mediterraneo orientale, con una produzione destinata principalmente ai mercati europei a partire dal primo semestre del 2028. Eni opziona un tesoretto strategico accelerando sul progetto Cronos, nell’offshore di Cipro. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha firmato i principali contratti di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e perforazione. Un deal da 1,8 miliardi che, entrando nella fase esecutiva dello sviluppo, avvicina e garantisce una nuova fonte di approvvigionamento per l’Europa coinvolgendo, tra l’altro, diversi operatori italiani: tra gli 8 player che lavoreranno alle varie fasi dell’operazione figurano infatti Tenaris, Saipem e Technip.
Il gas estratto a Cipro sarà trasportato e trattato attraverso impianti già operativi, comprese le infrastrutture di Zohr, per essere poi liquefatto a Damietta ed esportato via nave. L’utilizzo delle strutture esistenti è il cuore di tutto l’accordo: l’approccio accelerato scelto per il progetto rafforza l’integrazione energetica del Mediterraneo orientale. La produzione dovrebbe raggiungere un plateau di circa 500 milioni di piedi cubi standard al giorno, equivalenti a circa 14 milioni di metri cubi quotidiani: poco più di 5 miliardi di metri cubi su base annua a regime. Cronos si trova nel Blocco 6, operato da Eni con una quota del 50% in partnership con i francesi di Total.
Per Cipro si tratta del primo progetto di sviluppo nel settore degli idrocarburi, destinato a segnare l’ingresso del Paese tra i produttori ed esportatori di gas. L’avvio della fase esecutiva è stato formalizzato a Nicosia alla presenza del presidente Nikos Christodoulides, del ministro dell’Energia Michael Damianos e del chief operating officer di Eni, Guido Brusco.
L’investimento nel Mediterraneo orientale si accompagna al riassetto del portafoglio upstream del gruppo. Eni ha infatti annunciato di aver completato la cessione della controllata nigeriana Agip Energy and Natural Resources ad Apex Global Energy. La vendita rientra nella strategia di ottimizzazione delle attività upstream attraverso il ribilanciamento del portafoglio e la dismissione di asset non strategici. Eni manterrà la propria presenza in Nigeria nell’esplorazione e nello sviluppo in acque profonde.