La nautica di lusso forse può ancora rimanere dal cuore italiano e non solo Made in Italy. Ieri si è fatto avanti, infatti, un cavaliere bianco per salvare The Italian Sea Group.
Nonostante un bilancio in rosso in 170,9 milioni e debiti tributari scaduti o commerciali in capo alla società, la nautica italiana non perde fascino, anzi. Ieri è scesa in campo la finanza bolognese: Sri Global Limited Holding Company, controllata da Giulio Gallazzi per il 52% e partecipata dalla Finvacchi di Bernardo Vacchi per il restante 48%, ha trasmesso al cda di Tisg e ai commissari giudiziali una manifestazione di interesse - non vincolante - per l’acquisizione della società. Il primo segnale concreto per salvare il costruttore di superyacht.
Che sia chiaro, non si tratta di un piano meramente finanziario - anche se gli asset under managment uniti di Sri Global e Finvacchi corrispondono a circa 500 milioni di euro, dando l’idea di stabilità - ma anche di una chiara impronta industriale e una visione di lungo periodo. Il progetto, così come presentato in una nota dal cavaliere bianco, punta a preservare l’unitarietà del gruppo, tenendo l’Italia veramente al centro: non solo come sede decisionale, ma anche per il know-how e le funzioni strategiche. Una prospettiva che dà speranza, che allontana le voci di un possibile smembramento o di cessioni a operatori esteri. Tisg, nella visione di Sri Global, deve rimanere un gruppo del Made in Italy, dove la continuità produttiva non può essere persa. In tal senso, tutelare l’occupazione e la filiera non può che essere una necessità.
Come anticipato, per ora si tratta di una manifestazione di interesse non vincolante, solo un primo passo prima del completamento della due diligence, ovvero la verifica approfondita dei conti e degli asset di Tisg, aspetti particolarmente critici vista la situazione di crisi conclamata. Ma non sarebbe nulla di nuovo per Sri Global e Finvacchi che, come sottolineato anche nella nota «vantano inoltre una significativa esperienza nell’acquisizione e gestione di partecipazioni industriali e finanziarie e in operazioni di ristrutturazione, turnaround e rilancio aziendale».
