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Aziende

L’Eni fa cassa in Indonesia

Il gruppo vende asset nel ramo esplorazione per un valore stimato di 1,8 miliardi ma tiene la regia

Claudio Descalzi

Eni ha sottoscritto due accordi vincolanti per la cessione di partecipazioni in alcuni asset upstream in Indonesia, attualmente operati da Searah, la joint venture indipendente partecipata al 50% dal gruppo italiano e al 50% da Petronas. Secondo stime di mercato, le operazioni potrebbero portare nelle casse di Eni fino a 1,8 miliardi di dollari, valorizzando il portafoglio di attività esplorative e produttive sviluppato negli ultimi anni nel bacino di Kutei.

Le operazioni si inseriscono nel percorso di valorizzazione avviato con la costituzione di Searah e confermano la capacità di Eni di creare valore attraverso l’esplorazione e lo sviluppo di nuove risorse.

Nel bacino di Kutei, i successi esplorativi di Geng North e Geliga hanno permesso di individuare risorse per oltre 10 trilioni di piedi cubi di gas (Tcf) e 650 milioni di barili di condensato. A questo potenziale si aggiungono le decisioni finali di investimento annunciate lo scorso marzo per i progetti North Hub e South Hub, che hanno contribuito ad accrescere l’interesse dell’industria per gli asset. La cessione delle partecipazioni consente al gruppo di monetizzare parte del valore generato, mantenendo al contempo un ruolo nella regione attraverso il più ampio portafoglio di attività e la partnership con Petronas. Eni è presente in Indonesia dal 2001, con un portafoglio upstream che comprende attività di esplorazione, sviluppo e produzione, affiancate più recentemente da iniziative nel settore dell’agri-feedstock.

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