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Aziende

L’iPhone diventa pieghevole

L’ad Ternus presenta il nuovo gioiello della Mela. Prezzi a partire da 2.369 euro

epa13226769 Apple's foldable iPhone Duo is unveiled during Apple's special event at the Steve Jobs Theater in Apple Park in Cupertino, California, USA, 09 September 2026. The event features announcements and presentations regarding Apple's latest products and technologies. EPA/STAN OLSZEWSKI

Quando appare sullo schermo si sente come un botto: Apple entra in una nuova era. Anche per il prezzo s’intende, ma questo è quanto la tecnologia paga all’IA: i chip sono diventati merce rara, gli smartphone merce sempre più costosa. Ecco dunque l’iPhone Duo (e non Ultra), la Mela si piega in due ma certo non si spezza, anzi. Come dite: i foldable esistono già? Certo, ma la storia si ripete: quanto Steve Jobs lanciò il primo telefono tuttofare, quelli intelligenti c’erano. Ma non erano l’iPhone. Diciannove anni dopo tocca a John Ternus, il nuovo Ceo (lanciato all’inizio del video di presentazione da Tim Cook, not me, it’s this guy), riattivare la magia. Ma certo la situazione è cambiata: allora non c’era ancora concorrenza, oggi ci si batte su una piazza affollata in cui è vero Apple resta l’oggetto del desiderio, ma questo non basta più. La sfida è affascinante, tanto impegnativa che per la prima volta l’iPhone base arriverà mesi dopo: non c’è stato tempo e neanche i materiali per far tutto. Ci sono invece i Pro, ma il mercato anelava il pieghevole firmato Cupertino per alimentare un segmento finora rimasto una nicchia. Dieci anni fa Samsung mostrò il prototipo del suo primo Fold, l’ultimo appena uscito è incredibilmente sottile ed è grande come un portafoglio. Altre aziende sono entrate con i loro prodotti, Huawei è già alla seconda generazione di un oggetto così tech da piegarsi in tre: eppure la gente ha finora fatto spallucce. Tocca a Apple scuoterla.

Riuscirà? L’iPhone, questo iPhone, è sicuramente accattivante. Il formato, leggermente più alto degli ultimi arrivati dalla concorrenza, è pratico; la piega dello schermo interno (quasi un tablet da 8 pollici) non si vede; la possibilità di aprire più finestre è aiutata da un sistema operativo collaudato e studiato a puntino. C’è il chip a 2 nanometri, l’A20 Pro, però manca un teleobbiettivo nel comparto fotografico, non poca cosa. Per la batteria invece bisognerà attendere la prova sul campo. Poi c’è l’intelligenza artificiale: Apple ci punta molto, ma noi dovremo attendere che si metta d’accordo con l’Ue, che poi è una delle prima sfide che Ternus dovrà affrontare. Visto al keynote (registrato) lui è più che sereno, anche quando appunto appare il prezzo della One Next Thing: da 2.369 euro (e da 1.489 e 1.639 dollari per iPhone 18 Pro e Pro Max, splende il nuovo colore Burgundy). Si parte col botto, appunto. Good luck.

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