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Aziende

Lmdv apre la nuova fase. “I soci Delfin dialoghino”

Del Vecchio jr: “Servono un cda a tempo pieno e revisori più attenti”. Sfida a Milleri: “Essilux va riportata a 300 euro”. Su Mps: “Si scelga offerta migliore”

Leonardo Del Vecchio al Forum Ambrosetti a Villa d'Este , Cernobbio (Italy) September 6, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) Ambrosetti Forum at Villa d'Este, Cernobbio (Italy), 6 September 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

Inviato a Cernobbio (Como)

Leonardo Maria Del Vecchio apre a una «nuova fase» per Delfin, la holding di famiglia che controlla il 32% di EssilorLuxottica e detiene quote rilevanti in Mps (17,5%), Generali (10%) e Unicredit (2,7%). Dal Forum Teha il quartogenito degli eredi Del Vecchio ha lanciato un appello al dialogo tra i soci, per «riportare il board al suo naturale ruolo»: un messaggio rivolto tanto ai fratelli quanto al management, a partire dal presidente Francesco Milleri, il cui mandato è in scadenza e su cui la parola spetterà, ha spiegato Lmdv, alla «maggioranza dei soci di Delfin, valutando come sempre i risultati e le strategie».

Sul fronte della governance, Del Vecchio non nasconde una certa insoddisfazione per il lavoro del cda della holding. «C’è molta attesa, dopo quattro anni di attività diversa da quello che dovrebbe essere il ruolo di custodi di Delfin», ha detto. «Vorrei che i revisori facessero il lavoro che sicuramente è mancato a livello di informative e di condivisione dei piani strategici con gli azionisti», ha auspicato. Un richiamo alla trasparenza che Del Vecchio jr lega all’irrisolta successione paterna, definendosi «l’unico ad aver cercato di chiudere» quel dossier, «disposto a indebitarmi di dieci miliardi».

Occorre ricordare, infatti, che dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio nel 2022, le quote della holding sono divise in otto quote paritarie tra i sei figli del fondatore, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di lei Rocco Basilico. Ora occorre riavvicinare gestione e proprietà. Non è un caso che, una volta interpellato su Essilux, il discorso di Del Vecchio si sia fatto più enfatico, considerate anche le dimissioni dai ruoli operativi nel gruppo di occhialeria annunciate lo scorso 25 agosto. «Si è creato un dualismo tra me e Francesco Milleri, quando invece al centro deve tornare l’azienda, che è il lascito, il vero investimento di Delfin, la vera legacy di nostro padre», ha puntualizzato. Un’azienda che «ha perso il 50% in Borsa» e che va riportata «a 300 euro», ha ricordato auspicando «un cambio di strategia e una nuova fase» condivisa non solo con gli otto eredi ma con l’intero azionariato, il 66% del capitale. Per questo, sottolinea, servono «board member (consiglieri; ndr) che facciano i board member, full-time e non part-time», e una visione «non di tre anni, ma di cinquanta». «Importanti sono le 250mila persone che ci lavorano», ha chiosato. Ecco perché all’assemblea di aprile la conferma di Milleri sarà sottoposta a scrutinio. «Deciderà la maggioranza dei soci di Delfin a tempo debito, valutando i risultati ottenuti dai manager», ha tagliato corto.

Quanto al dossier Mps, alla domanda su quale operazione sosterranno gli eredi (tra l’Opas di Intesa e le offerte del Monte), Del Vecchio ha invitato il board a farsi avanti con una proposta concreta. «Credo che tutti i soci di Delfin ragioneranno per identificare la migliore offerta economica e la migliore prospettiva per il futuro, senza tralasciare la doverosa attenzione al sistema Paese», ha sottolineato. La strategia è semplice. «Si deve creare un campione italiano finanziario che vada a competere con le più grandi banche europee? Assolutamente sì. E questo era un sogno anche del fondatore», ha evidenziato rimarcando che lo stesso vale anche in campo assicurativo. Ma bisogna «farlo nella maniera migliore e con il consenso dei soci». Non è un tema su cui può decidere solo Milleri. Altrimenti la holding «si chiamerebbe Milfin, non Delfin».

Il capitolo banche, però, non è prioritario, perché per i soci «la cosa più importante rimane tornare ad avere una EssilorLuxottica sempre più forte».

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