La televisione non è finita. Sta cambiando pelle. E la sfida, oggi, non si gioca più soltanto sugli ascolti o sulla raccolta pubblicitaria, ma sulla capacità di costruire gruppi in grado di competere con le grandi piattaforme digitali. In questo scenario, MFE-MediaForEurope emerge come uno dei progetti più avanzati di integrazione televisiva europea. A sostenerlo è Brian Wieser, tra i più autorevoli analisti internazionali del settore dei media e della pubblicità, che nella sua più recente analisi individua proprio nella strategia del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi uno dei percorsi più concreti per il futuro del broadcasting nel Vecchio Continente.
Il consolidamento non basta più
Il mercato televisivo continua a fare i conti con una trasformazione profonda. Il progressivo calo degli ascolti lineari, la crescita dello streaming, la frammentazione dell'offerta e il trasferimento di una quota sempre più consistente degli investimenti pubblicitari verso il digitale stanno modificando gli equilibri del settore. In questo contesto si inseriscono le numerose operazioni di fusione e acquisizione che interessano broadcaster europei e statunitensi, da Comcast e Paramount fino ai dossier che coinvolgono Sky, ITV e RTL. Per Brian Wieser, tuttavia, queste operazioni rappresentano soprattutto una risposta di natura difensiva.
L'Europa come nuova dimensione industriale
Secondo l'analista, aggregare operatori all'interno dello stesso Paese permette certamente di ottenere sinergie, ridurre i costi e rafforzare la posizione commerciale, ma non è sufficiente per cambiare davvero il modello di business. Il vero salto di qualità passa invece dalla nascita di operatori paneuropei capaci di condividere tecnologie, piattaforme streaming, dati e sistemi pubblicitari. Una dimensione sovranazionale che consenta di offrire agli inserzionisti campagne coordinate e strumenti comuni, aumentando la competitività dell'intero comparto televisivo europeo.
MFE, il progetto più avanzato
È proprio in questa prospettiva che Wieser individua in MFE-MediaForEurope il caso oggi più evoluto di consolidamento transnazionale. Il gruppo è presente in Italia, Spagna e Germania attraverso la partecipazione in ProSiebenSat.1, oltre ad avere attività in Portogallo. L'obiettivo non sarebbe semplicemente ampliare il numero delle emittenti controllate, ma costruire un'unica piattaforma europea del video premium capace di integrare dati, tecnologie e strumenti commerciali. Una strategia destinata ad aumentare l'attrattività verso gli investitori pubblicitari e a creare economie di scala difficilmente raggiungibili dai singoli operatori nazionali.
La sfida con le Big Tech
Per Wieser il tema centrale non è stabilire se la televisione sopravvivrà, ma come riuscirà a evolversi. I contenuti professionali, lo sport, l'informazione e il grande intrattenimento continuano infatti a rappresentare asset di enorme valore. La sfida consiste nel trasferire questi punti di forza dentro un ecosistema digitale capace di confrontarsi con colossi come Google, Meta, Amazon, Netflix e YouTube.
Solo attraverso piattaforme comuni, sistemi pubblicitari avanzati e una maggiore integrazione europea, conclude l'analista, il broadcasting tradizionale potrà continuare a giocare un ruolo centrale nell'industria dei media.