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Aziende

Prysmian, shopping da 3,3 miliardi in Usa

Il gruppo compra Atkore, è la quarta società americana in portafoglio. Battaini: “Data center cruciali, cresceremo ancora”

Gruppo Prysmian: a Calais la prima fabbrica 4.0

Lo shopping negli Stati Uniti è appena iniziato. Così ieri, l’amministratore delegato di Prysmian Massimo Battaini, ha parlato dopo l’annuncio dell’acquisizione del 100% del gruppo americano Atkore. Non una sorpresa: la scorsa settimana, accanto alla presentazione dei conti - il trimestre migliore di sempre per la società - l’ad lo aveva fatto intuire: «Faremo una maxi acquisizione». E questa maxi acquisizione è arrivata ieri.

La preda è Atkore, società che progetta e realizza prodotti essenziali per proteggere i cavi elettrici, come tubi protettivi in acciaio e pvc, e il prezzo è di 95 dollari ad azione, che corrispondono a circa 3,8 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro), con un premio di circa il 23% rispetto al valore medio del titolo della società. Il gruppo italiano prevede di generare sinergie lorde (prima delle imposte) a regime per circa 150 milioni di dollari entro i tre anni successivi alla chiusura dell’operazione, che dovrebbe arrivare entro fine anno. Per quanto riguarda il finanziamento, Prysmian utilizzerà una combinazione di debito e capitale proprio con l’obiettivo di preservare il profilo Investment Grade.

Questa operazione mira a rafforzare la presenza di Prysmian in Nord America aggiungendo un portafoglio molto complementare di prodotti per infrastrutture elettriche adiacenti ai cavi, accelerando così l’evoluzione verso lo status di fornitore completo di soluzioni elettriche. «L’elettrificazione, i data center trainati dall’IA e la digitalizzazione richiedono ingenti investimenti infrastrutturali e sono critici per l’economia moderna - ha spiegato Battaini -. Come leader di soluzioni per le connessioni energetiche e digitali, la nostra priorità è stata individuare la soluzione più adatta» e Atkore fa proprio questo.

Insomma, gli Stati Uniti, non solo continueranno ad essere nel mirino di Prysmian, ma sono già una meta ben conosciuta. Si tratta infatti della quarta acquisizione nel Paese, insieme General Cable, Encor Wire e Channell per un totale di 11,65 miliardi di dollari, a testimonianza della centralità del mercato americano. Piazza Affari, però, ha accolto l’annuncio con prudenza: ieri il titolo Prysmian ha chiuso in calo dello 0,6%.

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