Oggi si riunirà il cda di Banco Bpm per un primo esame del doppio blitz annunciato dall’ad di Mps, Luigi Lovaglio, su Piazza Meda e Banca Generali. Il board della banca guidata da Giuseppe Castagna dovrà valutare l’offerta arrivata da Siena e le possibili conseguenze industriali e finanziarie. Entro la fine della settimana dovrebbe riunirsi anche il cda di Generali, chiamato ad analizzare il piano su Banca Generali, di cui il Leone di Trieste è primo azionista con il 50,2 per cento. Nel frattempo, Iss conferma il parere favorevole all’aumento di capitale di Intesa Sanpaolo per l’Opas su Mps, che sarà votato nell’assemblea del 10 settembre. Il proxy advisor ha aggiornato il report dopo le Ops lanciate da Siena osservando che la loro approvazione, insieme alla distribuzione straordinaria, potrebbe far venir meno alcune condizioni dell’offerta di Intesa, che però può decidere di rinunciarvi.
La giornata di oggi sarà segnata anche dal confronto politico sul futuro di Mps. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti incontrerà i rappresentanti di Regione Toscana, Comune e Provincia di Siena per discutere del futuro della banca. Gli enti locali arrivano al tavolo con una piattaforma precisa: tutela dell’occupazione e dell’indotto, mantenimento dell’headquarter e delle funzioni direzionali a Siena, sostegno al credito per famiglie e imprese del territorio e salvaguardia del patrimonio storico e artistico del Monte. «Vogliamo che il Monte rimanga soggetto unico, con la sua storia e la sua sede a Siena», ha spiegato il presidente della Toscana Eugenio Giani, chiedendo inoltre che il Tesoro mantenga il quasi 5% ancora detenuto nel capitale per poter incidere sulle future scelte societarie. Una linea non condivisa da Marcello Clarich, ex presidente della Fondazione Mps, secondo il quale il Mef deve invece comportarsi ormai «come un investitore finanziario» e puntare esclusivamente alla «massima valorizzazione» della propria partecipazione.
