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La chance per le banche territoriali

Quando ci si muove in modo assiduo per avviare fusioni, acquisizioni, offerte pubbliche di acquisito o di scambio tra ambiziosi gruppi bancari e finanziari, è chiaro che una certa distrazione è da mettere sul conto

La chance per le banche territoriali
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L'estate bollente del risiko bancario italiano è un affare che riguarda tutti. E, infatti, i protagonisti impegnati nelle strategie di conquista e controllo tra istituti di credito allo scopo di dar vita a gruppi più grandi, con regolarità comunicano che il gioco non li distrae dall'assicurare una presenza efficiente nei territori. Perciò piccole imprese, individui e famiglie possono restare tranquilli: nessun disimpegno, anzi.

Tuttavia qualche dubbio che questo tipo di dichiarazioni vengano smentite dalla realtà è nelle cose. Quando ci si muove in modo assiduo per avviare fusioni, acquisizioni, offerte pubbliche di acquisito o di scambio tra ambiziosi gruppi bancari e finanziari, è chiaro che una certa distrazione è da mettere sul conto. E si tratta di una distrazione che potrebbe penalizzare la fetta di clientela più tradizionale. Quella, per semplificare, che è presente ed è operativa nei territori. Una cattiva notizia? Potrebbe esserlo ma anche no. Pensiamo a diversi altre sigle del credito nostrano, ad esempio alle banche di credito cooperativo o artigiano. Ebbene, questi soggetti oggi hanno una grandissima opportunità: attivare con più forza e capacità di relazione il rapporto con imprenditori, famiglie, risparmiatori. La complessità della fase storica che stiamo vivendo sta facendo lievitare i bisogni reali in una clientela che non merita di essere lasciata sola. Ecco perché il risiko bancario è una vicenda che riguarda molto da vicino gli istituti di credito territoriali. Perché all'inevitabile distrazione dei grandi gruppi non può accompagnarsi una colpevole distrazione della rete delle banche di comunità. Ciò che è marginale per le banche più grandi è invece centrale per una Bcc. La conoscenza delle persone e del territorio rimane il fattore discriminante dell'attività di una banca radicata in luoghi di appartenenza.

Si aprono spazi interessanti come ha detto Alessandro Azzi, presidente della Federazione lombarda delle banche di credito cooperativo e già numero uno di Federcasse. Si tratta, allora, di investire con una visione strategica e senza eccessi sulla qualità innovativa della propria presenza.

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